Nel percorso che ci sta avvicinando alla fusione nucleare a fini energetici, stiamo anche affrontando tutta una serie di problematiche, che sembrano non finire mai. Uno dei maggiori ostacoli alla produzione di energia attraverso la fusione nucleare è quello della gestione del calore, per evitare che distrugga il reattore.
Come abbiamo visto in alcune tipologie di reattori sperimentali, il plasma viene riscaldato a temperature estreme, anche oltre i 100 milioni di gradi Celsius e confinato attraverso potenti campi magnetici. Tutto ciò avviene nei Tokamak, ma in ogni caso parte dell'energia può raggiungere le pareti interne, provocando danni e compromettendo la durata dei componenti.
E così, per affrontare questa difficoltà, il laboratorio americano DIII-D National Fusion Facility, in California, ha avviato una collaborazione con la società giapponese Kyoto Fusioneering per sviluppare e sperimentare un nuovo sistema di scarico termico, progettato per una particolare configurazione del plasma.
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