E se fosse possibile sperimentare un nuovo farmaco senza doverlo inizialmente testare su cellule reali? O addirittura spingersi oltre, ad esempio osservare come una malattia modifica il funzionamento di un organismo direttamente sullo schermo di un computer? Queste sono solo alcune delle prospettive più interessanti dell'intelligenza artificiale applicata alla medicina.
Ci sono però alcuni problemi intermedi da risolvere, ad esempio bisogna insegnare all'AI come funziona davvero una cellula vivente. A differenza dei modelli linguistici, che possono imparare analizzando miliardi di testi, quelli biologici hanno bisogno di dati sperimentali estremamente complessi.
Perché non basta conoscere la struttura di una cellula, ma bisogna capire come reagisce a sostanze chimiche, mutazioni genetiche, malattie e cambiamenti dell'ambiente circostante. È proprio questo l'obiettivo della Virtual Biology Initiative, un progetto coordinato da Biohub, l'organizzazione scientifica fondata da Mark Zuckerberg e Priscilla Chan, che coinvolge Google DeepMind, Meta, Isomorphic Labs e il governo statunitense.
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