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Tecnologia

L'AI aumenta le aspettative nelle aziende, ma il carico di lavoro non diminuisce

Nelle aziende italiane l'AI sta facendo crescere le aspettative di produttività, ma per i dipendenti il lavoro da svolgere è rimasto più o meno lo stesso. Anzi, in alcuni casi è persino aumentato. Secondo una recente ricerca, il 64,5% dei responsabili aziendali afferma che con l'arrivo dell'AI sono aumentati anche i risultati richiesti ai propri team. E di lavoro in meno, almeno per ora, se ne vede poco. Soltanto il 34,2% dei manager ha notato una riduzione, mentre per il 56,5% il carico è rimasto invariato o è aumentato.

I dati arrivano dal Factorial Business Facts Index 2026, uno studio dedicato all'organizzazione del lavoro nelle imprese europee, presentato a Milano durante il Factorial Summit. La ricerca mette in evidenza anche un altro problema. Molte aziende utilizzano diversi software per svolgere le stesse attività, spesso senza che questi riescano a comunicare tra loro. In Italia, ad esempio, il 44,3% delle aziende paga almeno due software che svolgono sostanzialmente la stessa funzione ma il continuo passaggio da un'applicazione all'altra finisce per rallentare il lavoro. A sostenerlo è il 63,8% dei manager, secondo cui questa frammentazione sottrae tempo alle attività più importanti.

Una parte del tempo viene persa anche per cercare informazioni in possesso di altri reparti, verificare dati presenti in programmi diversi o ripetere operazioni già svolte. Secondo le stime di Factorial, queste attività hanno un costo tutt'altro che trascurabile. Per un'azienda italiana con 1.000 dipendenti, il tempo perso dai manager si traduce in 343.731 euro all'anno. La cifra scende a 85.933 euro nelle imprese con 250 dipendenti. Non stupisce, quindi, che il 76,7% dei responsabili aziendali italiani ritenga preferibile utilizzare meno programmi, purché siano in grado di gestire più attività e condividere le informazioni.

L'AI SI USA, MA È ANCORA POCO INTEGRATA

Anche l'intelligenza artificiale deve fare i conti con questa situazione. Molte aziende hanno cominciato a utilizzare strumenti basati su AI, ma sono ancora poche quelle che li hanno inseriti stabilmente nei propri processi. A livello europeo, soltanto il 9,5% delle imprese dichiara di aver integrato completamente l'AI nella maggior parte delle attività aziendali. L'utilizzo tra i dipendenti è ancora piuttosto limitato. Solo il 18,5% dei responsabili sostiene che almeno sei lavoratori su dieci utilizzino le funzioni AI disponibili nei programmi aziendali per pianificare il lavoro, analizzare dati, preparare report o prendere decisioni.

Secondo Nicola Laganà, vicepresidente del marketing di Factorial, l'AI può velocizzare molte attività svolte individualmente, ma questo non significa che migliori automaticamente la produttività di un'intera azienda. Se i nuovi strumenti vengono aggiunti a quelli già presenti, senza intervenire sull'organizzazione del lavoro, il rischio è di aumentare le richieste ai dipendenti senza ridurre realmente le attività da svolgere.

C'è poi il tema della fiducia nei confronti degli agenti AI, ai quali le aziende potrebbero affidare un numero crescente di operazioni. Il 23% dei responsabili europei vorrebbe poterli utilizzare direttamente nei software aziendali che già conosce, mentre per il 22,3% sarebbe importante mantenere un controllo umano sulle decisioni più delicate.
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