Un errore nell’invio di due PEC è costato alla Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi una sanzione da 2mila euro. Il problema? Lasciare visibili gli indirizzi email personali di numerosi destinatari, permettendo a ciascuno di vedere quelli degli altri professionisti coinvolti.
Il caso nasce da un reclamo presentato al Garante Privacy dopo due comunicazioni inviate il 21 e il 24 luglio 2025. In entrambe le occasioni, secondo quanto ricostruito dall’Autorità, la Federazione avrebbe spedito messaggi di posta elettronica certificata a più destinatari mostrando in chiaro gli indirizzi personali. La Federazione ha spiegato che si è trattato di due episodi occasionali dovuti a un errore materiale nell’uso della posta elettronica: avrebbe utilizzato una PEC che non consentiva di inserire dei destinatari nel campo CCN. Per la Federazione quindi non si sarebbe di un comportamento sistematico ma di un caso isolato. Di un errore, appunto.
Nelle proprie difese la Federazione ha inoltre sottolineato che le comunicazioni contenevano informazioni di carattere ordinario e istituzionale e che i destinatari appartenevano a un contesto professionale circoscritto. I dati visibili consistevano esclusivamente negli indirizzi email, senza dati personali o sensibili. Il Garante tuttavia ha ribadito che inviare un messaggio con una mailing list in chiaro equivale di fatto a comunicare dati personali a terzi, perché ogni destinatario viene messo a conoscenza degli indirizzi email degli altri, e il fatto che l’errore fosse materiale e non intenzionale non cancella la violazione.
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