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Da dove arriva il profumo della pioggia? La scienza risponde

Il profumo della pioggia ha un nome kj
Il profumo della pioggia ha un nome: ecco cos’è il petricore.

Una parola nata in laboratorio

Il nome è recente. Nel 1964 due ricercatori australiani, Isabel Joy Bear e Richard Thomas, descrissero sulla rivista Nature l’odore che si sprigiona quando la pioggia cade su un terreno asciutto. Lo chiamarono petrichor, unendo il greco petra, pietra, e ichor, il fluido che nella mitologia scorreva nelle vene degli dèi. I due scienziati scoprirono che, nei periodi secchi, alcune piante rilasciano oli che si depositano sulle rocce e nel suolo. Restano lì, intrappolati, finché non arriva l’acqua.  

La geosmina, la firma dei microrganismi

L’ingrediente principale però è un altro: la geosmina, una molecola prodotta da batteri del suolo del genere Streptomyces. Il naso umano la percepisce a concentrazioni bassissime, nell’ordine di poche parti per trilione. Ne basta una traccia. Uno studio pubblicato su Nature Microbiology nel 2020 ne ha chiarito lo scopo. I batteri rilasciano geosmina quando producono le spore, e l’odore attira i collemboli, minuscoli artropodi del terreno che se ne nutrono e poi disperdono le spore altrove. È un’alleanza che dura da circa 400 milioni di anni.  

Cosa succede quando la goccia tocca terra

Il meccanismo fisico è stato filmato al Massachusetts Institute of Technology con telecamere ad alta velocità, in circa 600 esperimenti su 28 superfici diverse. Quando una goccia colpisce un terreno poroso e asciutto, intrappola minuscole bolle d’aria. Le bolle risalgono, scoppiano in superficie e lanciano nell’aria aerosol carichi di sostanze aromatiche, come una bottiglia di spumante appena stappata. Il dettaglio interessante è che la pioggia leggera o moderata libera più aerosol. I rovesci intensi colpiscono il suolo troppo velocemente e le bolle non hanno il tempo di formarsi.  

Perché lo sentiamo di più in autunno

Dopo un’estate lunga e secca, come accade spesso in Italia, soprattutto al Centro e al Sud, il suolo accumula oli vegetali e geosmina per settimane. Le prime piogge autunnali trovano quindi un terreno saturo di composti aromatici e una superficie asciutta, porosa, ideale per produrre aerosol. Il risultato è un profumo più intenso del solito.  

Un odore che cambia con il clima

Le ricerche più recenti suggeriscono che il petrichor non sia immutabile. Il Riscaldamento Globale modifica il regime delle piogge: periodi siccitosi più lunghi alternati a precipitazioni brevi e violente, cioè proprio quelle che liberano meno aerosol. Uno studio pubblicato su PNAS nel 2025 ha inoltre osservato che temperature più elevate riducono nel lungo periodo la biodiversità microbica del suolo, cioè le comunità che producono le molecole responsabili del profumo. Il petrichor non sta scomparendo. La sua intensità e la sua composizione, però, dipendono da equilibri delicati, e il clima che cambia li sta già spostando.   Credit
  • Bear & Thomas, Nature of Argillaceous Odour, Nature (1964)
  • Joung & Buie, Aerosol generation by raindrop impact on soil, Nature Communications (2015)
  • MIT News, Rainfall can release aerosols, study finds (2015)

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