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Sopra zero ma con la brina: cosa succede nelle notti con cielo sereno.
Con le notti più lunghe di ottobre, in molte zone del Nord Italia e nelle vallate interne del Centro compaiono le prime brinate. Spesso il bollettino del mattino riporta temperature minime sopra lo zero, eppure l’erba è coperta da un velo di ghiaccio. Non c’è alcuna contraddizione: il termometro e il prato misurano due cose diverse.
Dove si misura la temperatura
Secondo gli standard dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale, la temperatura dell’aria si rileva tra 1,25 e 2 metri dal suolo, dentro una capannina schermata e ventilata. Lo schermo protegge il sensore dal sole diretto e dalla radiazione del terreno. Così il dato rappresenta l’aria e non le superfici vicine, e le misure fatte in luoghi diversi si possono confrontare tra loro.
Il raffreddamento radiativo notturno
Ogni corpo cede energia sotto forma di radiazione infrarossa. Di giorno il sole compensa questa perdita, di notte no. Quando il cielo è sereno, il calore emesso dal terreno, dall’erba e dai tetti delle auto si disperde verso l’alto senza che le nuvole lo rimandino indietro. Le superfici si raffreddano allora più in fretta dell’aria, e lo strato d’aria a contatto con il suolo diventa il più freddo. Con il vento debole o assente quest’aria fredda non si mescola con quella sovrastante e ristagna in basso. Si forma così un’inversione termica: la temperatura cresce salendo di quota, invece di diminuire.
Per questo, in una notte serena e calma, l’erba può trovarsi a −1 °C mentre a due metri l’aria è ancora a +3 °C. Il Servizio meteorologico nazionale statunitense spiega che la brina può formarsi anche con valori ufficiali di +3–4 °C.
Come nasce la brina
Quando una superficie scende sotto zero e raggiunge il punto di brina, cioè la temperatura alla quale l’aria è satura di vapore, il vapore acqueo si deposita direttamente in cristalli di ghiaccio, senza passare per lo stato liquido. Il risultato è il sottile strato bianco su prati, campi e parabrezza. Le zone più esposte sono le conche e i fondovalle, dove l’aria fredda, più densa, scivola e si accumula.
Per l’agricoltura il dato da seguire non è solo la minima ufficiale, ma anche la temperatura vicino al suolo. È lì che le colture delicate sentono per prime il gelo.
Credit
NOAA National Weather Service – Why frost with temperatures above freezing