• MERCOLEDÌ 16 SETTEMBRE 2026 - SS. Cornelio e Cipriano
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Dizionario italiano

Risultati per "casa" 292 trovati

C

casolàre

anche scritto: casolare

s. m., casa rustica per lo più isolata.

C

casinò

anche scritto: casino

s. m. inv., casa da gioco.

C

casìno

anche scritto: casino

s. m. ant. casa signorile di campagna; villa, villino. luogo di riunione tra soci con stanze da lettura e da gioco est. casa da gioco. volg. casa di malaffare fig. chiasso, confusione.

C

casigliàno

anche scritto: casigliano

(f. -a), s. m., non com. chi abita in uno stesso casamento; coinquilino.

C

caseréccio

anche scritto: casereccio

(pl. m. -écci, f. -écce), aggettivo, casalingo (detto spec. di cibi fatti in casa, per indicarne la genuinità e la bontà).

C

casèra

anche scritto: casera

s. f. settentr. casa di montagna dove si fa il formaggio nel periodo in cui le bestie sono tenute al pascolo. magazzino dei caseifici dove si mette il formaggio a stagionare.

C

casèllo

anche scritto: casello

s. m., casotto o piccola casa di chi sta a guardia di un tratto di ferrovia o di strada statale casello dell'autostrada, stazione dove si paga il pedaggio.

C

caseggiàto

anche scritto: caseggiato

s. m. luogo dove sorgono case, per lo più in campagna lungo una strada; l'insieme delle case stesse. casamento.

C

cascinàle

anche scritto: cascinale

s. m., cascina, casale.

C

casatórre

anche scritto: casatorre

(pl. casetórri), s. f., casa medievale con accentuato sviluppo verticale.

C

casàto

anche scritto: casato

s. m. famiglia, stirpe. nome di famiglia.

C

casàtico

anche scritto: casatico

(pl. -ci), s. m., ant. imposta sulle case, spec. a Venezia; somma che veniva pagata dai mercanti per usufruire dei magazzini pubblici.

C

casàta

anche scritto: casata

s. f., lett. o region. complesso di famiglie derivate dalla stessa stirpe e che generalmente hanno lo stesso cognome.

C

casàro

anche scritto: casaro

s. m., settentr. chi fa burro e formaggi.

C

casaréccio

anche scritto: casareccio

V. caseréccio.

C

casanòva

anche scritto: casanova

s. m. inv., dal nome di G. G. Casanova, avventuriero e seduttore veneziano, morto nel 1798, per antonomasia chi ha successo con le donne; seduttore di donne.

C

casamìcciola

anche scritto: casamicciola

s. f. senza pl., rovina, confusione.

C

casaménto

anche scritto: casamento

s. m., casa grande, di tipo popolare, divisa in più appartamenti per varie famiglie; l'insieme delle persone che vi abitano.

C

casamàtta

anche scritto: casamatta

(pl. casemàtte), s. f. opera fortificata, facente parte generalmente di un sistema fortificato complesso, costruita in cemento armato e rinforzata con corazze d'acciaio entro cui vengono sistemati più pezzi d'artiglieria. nelle navi da guerra, sistemazione dei cannoni nei ponti coperti.

C

casalìngo

anche scritto: casalingo

(pl. m. -ghi, f. -ghe), aggettivo di casa, che riguarda la casa, domestico cucina casalinga, fatta di cibi genuini e poco elaborati; loc. avv.: alla casalinga, in maniera semplice, alla buona utensili, oggetti casalinghi, quelli di uso domestico (in tal senso il termine è adoperato anche come s. m. pl.) est. che vive abitualmente tra le pareti domestiche; che si prende cura dei lavori domestici. nel linguaggio sportivo: incontro casalingo, gara casalinga, che si disputa sul proprio campo, in casa; vittoria, sconfitta casalinga, riportata, subita sul proprio campo.

C

casalìnga

anche scritto: casalinga

(pl. -ghe), s. f., donna di casa, cioè che non esercita mestiere o professione, ma accudisce esclusivamente alle faccende domestiche si usa il m. casalingo, per indicare l'uomo che abitualmente o quasi si occupa del disbrigo dei lavori di casa.

C

casalìna

anche scritto: casalina

s. f., stoffa rigata di cotone usato spec. per confezionare grembiuli per casa.

C

casàle

anche scritto: casale

s. m. gruppo di poche case in aperta campagna; il termine sopravvive spec. nella toponomastica. nella campagna romana, casolare.

C

casalàsco

anche scritto: casalasco

(pl. m. -àschi). aggettivo, di Casale Monferrato. s. m., il territorio di Casale Monferrato.

C

casàccio

anche scritto: casaccio

(pl. -àcci), s. m., usato nella loc. avv. a casaccio, come viene viene, a vanvera.

C

casàcca

anche scritto: casacca

(pl. -che), s. f. giubba militare di panno, chiusa fino al collo, foderata di un colore diverso. giubba, indossata dai fantini durante le corse, con i colori di scuderia. giacca larga da donna.

C

càsa

anche scritto: casa

s. f. costruzione generalmente in muratura, costruita per servire come abitazione stabile; sormontata da un tetto, può essere a un piano o a più piani, ciascuno dei quali è diviso in ambienti, o vani, distinti per i vari usi di chi vi abita. con senso più ristretto, il quartiere dove abita una famiglia spesso è unito al nome della famiglia che vi abita, senza né articolo né preposizione davanti al nome proprio. est. famiglia est. stirpe, lignaggio, spec. con riferimento a dinastia regnante. est. l'ambiente dove siamo nati e viviamo, la patria. edificio dove determinate categorie di persone soggiornano con uno scopo e per un tempo determinato: casa di cura o di salute, clinica privata; casa da gioco, per giocatori d'azzardo; casa chiusa o di tolleranza, dove si esercitava la prostituzione. sede di una organizzazione politica o luogo di raduno di determinate compagnie o ceti. monastero, convento: casa madre, l'istituto religioso dal quale dipendono altri istituti minori. azienda finanziaria, commerciale, industriale. nel linguaggio sportivo, ambiente nel quale opera una squadra: giocare in casa, fuori casa, sul proprio terreno, su quello dell'avversario. ant. ciascuna delle dodici parti in cui gli astrologi dividevano la volta celeste. ciascuna casella di una scacchiera.

C

cartellìno

anche scritto: cartellino

s. m. foglietto scritto o stampato che si incolla sul dorso dei libri per indicarne l'autore e il titolo; etichetta applicata su bottiglie, barattoli, casse, ecc. per indicarne il contenuto; targhetta posta sulla porta di casa, che reca scritto il nome di chi vi abita. scheda, modulo: cartellino segnaletico, con le impronte digitali, rilevate dalla polizia scientifica, per l'identificazione di un delinquente. documento con cui un atleta si impegna a prestare la propria attività a favore di una società sportiva per un periodo determinato di tempo.

B

burìcchio

anche scritto: buricchio

(pl. -ìcchi), s. m., gatto di casa, gattino.

B

bunker

ted., s. m. in it. inv. rifugio, fortino in cemento armato con feritoie lunghe e strette, spesso sotterraneo; casamatta luogo che per essere inaccessibile, garantisce la massima protezione.

B

bordèllo

anche scritto: bordello

s. m. casa di tolleranza fig. covo di corruzione, di malcostume fig. luogo pieno di confusione est. frastuono, chiasso smoderato.

B

bifamiliàre

anche scritto: bifamiliare

aggettivo, detto di casa, che è strutturata per due famiglie, cioè che è, in genere, composta da due parti speculari.

B

bàse

anche scritto: base

s. f. ciò che serve di sostegno e su cui posa una colonna, una statua, una costruzione, ecc. nel pl., fondamenta: gettare, porre le basi, usato anche con senso fig fig. ciò che sostiene qualcosa in senso logico o morale; fondamento, motivazione, ragione est. componente, ingrediente fondamentale di un insieme usato talvolta, spec. in loc. commerciali e burocratiche, con ellissi della preposizione "di", in modo da assumere una forma aggettivale: salario base, al netto di voci accessorie, quali le aggiunte di famiglia, di lavoro straordinario, ecc. la base di un partito, di un sindacato, la massa degli iscritti, in opposizione ai vertici, cioè ai quadri dirigenti luogo strategico scelto da un esercito come punto di raccolta delle forze, di partenza per incursioni, di rifugio in caso di ritirata in geometria, il lato di un poligono o la faccia di un solido, cui si oppone il vertice o su cui si possa calare l'altezza in matematica, quel numero che, moltiplicato per se stesso tante volte quante sono indicate da un secondo numero (chiamato "esponente"), dà come prodotto un terzo numero (chiamato "potenza") in chimica, composto dotato di proprietà opposte a quelle di un acido; nella chimica inorganica questi composti si scindono in soluzione acquosa e liberano ioni ossidrili; inoltre neutralizzano gli acidi e producono acqua e un altro composto metallico, detto sale; nella chimica organica, è definito base ogni derivato dell'ammoniaca, cioè una ammina in linguistica, la parte di una parola che è costituita dalla radice o dal tema; anche la voce originaria rispetto a quelle che ne sono derivate base di articolazione, il punto e il tipo di articolazione fonetica (labiale, dentale, ecc.) nella metrica classica e, più particolarmente, in alcuni metri dei poeti eolici, le prime due sillabe libere di un verso nel gioco del baseball, ciascuno dei quattro obiettivi disposti agli angoli del "diamante"; i "corridori", avanzando verso la "casa base", devono toccarli o occuparli, per realizzare un punto la registrazione della parte orchestrale di accompagnamento di una canzone: tale registrazione serve al cantante per esibirsi in assenza di orchestra o di complesso che lo accompagni.

B

bàrca (marineria)

anche scritto: barca (marineria)

(pl. bàrche), s. f. imbarcazione per il trasporto di persone o cose, di dimensioni limitate, adibita ai più vari impieghi (traghetto, carico, pesca, diporto, ecc.) il carico che una tale imbarcazione può portare al senso fig. di "navigare" (condurre tra le difficoltà un affare, una famiglia, ecc.), si associa il sign. fig. di barca come negozio, casa, impresa, vita, esistenza, ecc., sempre con l'idea che si tratti di cosa difficile da gestire (cfr., anche, barcamenare) la barca di Pietro, la Chiesa cattolica fig.: andare in barca, come loc. del linguaggio sportivo, in una gara perdere la concentrazione così da non reggere allo scontro con l'avversario scherz. scarpa grande e comoda, oppure allargata troppo e quindi sformata.

B

bandìto

anche scritto: bandito

p. p. di bandire. aggettivo: corte bandita, banchetto festoso e solenne a cui in passato il signore feudale invitava con pubblico bando fig.: tenere corte bandita, far convenire spesso in casa propria persone a mangiare e bere lautamente. s. m. ant. chi, in seguito a bando, era cacciato in esilio. individuo che si pone fuori della legge commettendo atti criminosi (per esempio rapine, violenze, ecc.).

B

bagolàro

anche scritto: bagolaro

s. m., specie di olmo ornamentale, dal legno molto resistente e flessibile che è utilizzato per attrezzi agricoli; per la sua robustezza è detto anche "spaccasassi".

B

babbùccia

anche scritto: babbuccia

(pl. -ùcce), s. f. tipica calzatura orientale di pelle o di stoffa con punta ricurva. est. scarpa bassa di pelle o di stoffa da portarsi per casa.

A

ammobiliàto

anche scritto: ammobiliato

p. p. di ammobiliare aggettivo, fornito di mobili casa ammobiliata; camera ammobiliata, quella che viene data in affitto insieme con i mobili che vi sono.

A

ambulànte

anche scritto: ambulante

aggettivo, che cammina e si sposta senza una sede fissa: venditore ambulante o sempl. l'ambulante, usato con valore di sost., il venditore che gira di mercato in mercato o di casa in casa; biblioteca ambulante, biblioteca circolante su automezzo, che fa sosta in vari paesi; fig. scherz., persona che ha grande e svariata erudizione; cattedra ambulante, insegnamento, spec. agrario, fatto successivamente in diversi luoghi fig. cadavere ambulante, chi è rifinito per malattia o è talmente magro da sembrar quasi un morto che cammina s. m.: ambulante postale, la vettura che, nei treni, è adibita al servizio della posta.

A

alzàre

anche scritto: alzare

v. 1ª tr., intr. e intr. pron. (Ind. pres. àlzo) tr. levare in alto, sollevare, render più alto: alzare la botte, sollevarla dalla parte posteriore per trarne il vino quando è sul finire; alzare le carte, quando nel gioco si divide il mazzo in due e poi si comincia a distribuirle; alzare le vele, allontanarsi con la nave dal lido e per est. partire; alzare il bicchiere, brindare; alzare i tacchi, le suole, fuggire a precipizio; alzare il gomito, bere troppo; alzare la mano, per far cenno di voler dire qualcosa; alzare le mani, picchiare; alzare le mani, le braccia al cielo, in atto di preghiera; alzare le braccia, arrendersi fig.: alzare gli orecchi, aguzzarli, porsi attentamente in ascolto; alzare il collo, per curiosare; alzare le spalle, far spallucce, mostrare noncuranza di uno o di una cosa; alzare la cresta (ant. le ciglia), prender baldanza; alzar le corna, insuperbire; alzar la voce, gridar forte per farsi meglio sentire o per imporsi con arroganza; non poter alzar la voce, non avere autorità o meriti per farsi valere altri usi trasl.: alzare una casa, un muro, una fortificazione, erigerli, edificarli, costruirli intr. (ausato essere), aumentare, crescere intr. pron. divenire alto, crescere in altezza rizzarsi in piedi, sollevarsi usi particolari: il sole si è alzato alle sei, è sorto; si è alzato un vento fortissimo, ha cominciato a soffiare.