tenére
anche scritto: tenere
v. 2ª tr., intr. e rifl., irr. (Ind. pres. tèngo, tièni, tiène, teniàmo, tenéte, tèngono; fut. terrò; p. r. ténni, tenésti, ténne, tenémmo, tenéste, ténnero; Cong. pres. tènga, tènga, tènga, teniàmo, teniàte, tèngano; Cond. pres. terrèi; Imp. tièni, tènga, teniàmo, tenéte, tèngano). tr. avere in mano, tra le mani. spec. nella forma dell'imperativo, ricevere una cosa che altri ci offre e ci porge e averla poi presso di sé, come propria. reggere, sostenere in posizione verticale qu. o qualcosa a evitare che cada. trattenere il movimento o lo slancio di persona, animale o cosa distogliere dal fare o dal dire qualcosa far rimanere qu. come ospite avere in casa. costruito con un complemento indiretto o predicativo, mantenere in una certa posizione, in una certa condizione o stato: tenere le mani in tasca, tenere gli occhi aperti. fig. considerare, stimare. occupare, controllare uno spazio. con sign. generico (volta a volta precisato dal compl. oggetto) svolgere, fare, condurre e così via. lett. detto di luogo, avere, accogliere dentro di sé detto di recipiente, contenere una certa quantità. fig. prendere e mantenere una certa direzione. conservare un determinato comportamento o atteggiamento. intr. (ausato avere). detto di combattenti, riuscire a sostenere l'assalto nemico della chiusura di un recipiente, non lasciar sfuggire nulla di quanto è contenuto. aderire. seguito dalla prep. a, aver cara una cosa, aspirare ad ottenerla. parteggiare per qu. seguito dalla loc. preposizionale dietro a, seguire i passi di uno. rifl. appigliarsi ad un sostegno. trattenersi dal fare o dire qualcosa costruito con un compl. indiretto o predicativo oppure con un avverbio, mantenersi in una determinata posizione, condizione o atteggiamento. stimarsi, credersi. assol. aver cura della propria persona, del proprio abbigliamento.