maîtresse
anche scritto: maitressefrs., s. f. in it. inv., tenutaria di una casa di tolleranza.
frs., s. f. in it. inv., tenutaria di una casa di tolleranza.
v. 1ª tr. e intr. (Ind. pres. traslòco, traslòchi). tr., trasportare, spostare, trasferire da una in altra sede. intr. (ausato avere), è usato per lo più con la part. pron., trasferirsi in un'altra casa; cambiare abitazione, domicilio, sede: hanno traslocato; si sono traslocati spostare la propria mobilia, le proprie masserizie, ecc., per trasportarle nella nuova residenza.
s. m. striscia di cuoio che si affibbia al collo dei cani per tenerli alla catena, al guinzaglio o anche semplicemente per ornamento; parte del finimento che si mette al collo dei cavalli o delle bestie da tiro. colletto di varie divise militari, generalmente alto e rigido, ma anche ampio fino a ricoprire parte delle spalle come quello dei marinai colletto alto, pieghettato e inamidato tipico dell'abbigliamento maschile spec. dal sec. XVI al sec. XVIII specie di collana, costituita da una striscia di stoffa, che le donne portavano un tempo come ornamento. colletto bianco e rigido della veste talare; condizione, stato di sacerdote. distintivo di un circolo, di una associazione e in particolare di un ordine cavalleresco: il collare dell'Annunziata, insegna del più importante ordine cavalleresco al tempo della monarchia di casa Savoia il personaggio stesso che ne era insignito; il raro corr. femminile è collaressa anello di ferro che si metteva ai polsi o alle caviglie dei galeotti e degli schiavi. in zoologia, anello di piume o di peli, di colore diverso rispetto al resto del corpo, che gira tutt'intorno al collo di uccelli e animali vari; in particolare l'anello che distingue il grillo maschio dalla femmina. fasciatura metallica posta in cima a pali elettrici o telegrafici, con funzioni di sostegno di altri elementi della linea. nel linguaggio marinaresco, ogni genere di anelli di corda o di metallo, impiegati per usi diversi. in medicina, ogni fenomeno morboso (per esempio eruzione, alterazione del pigmento) che interessa il collo.
aggettivo, relativo a un circondario, spec. giudiziario: casa circondariale, istituto di prevenzione e di pena.
(però nel sign. archeologico escàra, alla greca), s. f. nel linguaggio medico, crosta nera che si forma sulle piaghe per necrosi dei tessuti. in archeologia, focolare, a pianta circolare, della casa greca anche altare assai basso, per i sacrifici.
m.; -trìce, f. sost. s. m. e f., chi provvede alla pubblicazione di opere altrui, sostenendo le spese necessarie sia per la stampa sia per la distribuzione. s. m. e f., studioso, filologo che cura l'edizione critica di un testo. s. f., ellitticamente per "casa, società editrice". aggettivo, che svolge attività editoriale.
avv. con valore di luogo, per introdurre proposizioni interr. dirette e indirette, può contenere l'idea dello stato in luogo o del moto a luogo (per esprimere quella di moto da luogo o di moto per luogo, bisogna farlo precedere da una preposizione). per esprimere gli stessi complementi di luogo, con un significato che equivale a quello di un pronome relativo, in dipendenza da avverbio o sostantivo della prop. reggente: andrò là dove (= nel luogo in cui) egli si trova; questa è la casa dove (= nella quale) sono nato anche senza che preceda un avverbio o un sostantivo: verrò con te dove vorrai con valore indefinito, in qualche luogo, qua e là (spesso in posizione correlativa rispetto ad altri avverbi di luogo). con valore contemporaneamente relativo e indefinito, dovunque. cong. con valore ipotetico, se, nel caso che, qualora. con valore avversativo, mentre. s. m. inv. luogo imprecisato (nelle loc. in, per, da ogni dove, che equivalgono ad avv. come "dappertutto"). il dove, il luogo (spec. nel senso dell'indicazione di luogo).
(pl. -ìli), s. m. stabile dimora in un luogo: domicilio politico, il paese o la città dove uno dichiara, anche senza risiedervi, di voler esercitare il suo diritto di elettore politico. il luogo stesso di dimora, abitazione: servizio a domicilio, quello dei fornitori che recapitano la merce acquistata a casa dell'acquirente; violazione di domicilio, reato di chi entra a forza o clandestinamente o con un inganno in casa altrui.
(pl. m. -ci). aggettivo detto di ciò che si riferisce, appartiene alla casa (vista non come edificio materiale ma come dimora dell'uomo, come famiglia) e di ciò che vi si svolge, vi si usa o vi si produce: il focolare domestico, spesso sentito come centro e simbolo della vita familiare;economia domestica, l'amministrazione della casa e anche l'insieme delle norme e degli accorgimenti ai quali essa si deve attenere. in opposizione a "forestiero", "straniero" e sim., patrio, cittadino, nazionale. che si usa tra persone intime, confidenziale. detto di persona, che è in rapporti di familiarità con qualcuno. affabile, socievole. detto di animale: a) in opposizione a "selvatico", che è allevato dall'uomo e vive presso di lui; b) in opposizione a "feroce", mansueto, docile; c) che vive nelle case (anche come parassita). detto di albero o pianta, coltivato. s. m. (f. -a), ant. chiunque appartiene alla famiglia, in quanto è considerata come unione di coloro che vivono sotto lo stesso tetto e comprendente perciò anche la servitù oggi con questo nome si indica la persona di servizio.
s. m. parte terminale di una grondaia, sporgente dal muro per scaricare l'acqua a conveniente distanza dal muro stesso; nei palazzi antichi è per lo più costituito da rappresentazioni scultoree di figure mitiche tubo verticale, sistemato a ridosso del muro di una casa, per scaricare a terra l'acqua raccolta dalle grondaie. colatoio.
s. f. nome, titolo di una casa commerciale, generalmente di aziende a forma di società. la casa commerciale, l'azienda stessa.
s. f. atto del distribuire. esenzione da un obbligo in particolare: dispensa matrimoniale, autorizzazione alla celebrazione di un matrimonio concessa in deroga a certi impedimenti anche, concr., il documento con cui si esime. fascicolo o puntata di un'opera che si pubblica a riprese, periodicamente dispense universitarie, fascicolo dattiloscritto o ciclostilato che contiene il testo di un corso tenuto dal docente e che viene distribuito agli studenti. in una casa, stanza o più spesso mobile in cui si tengono in serbo le provviste in marina, locale in cui vengono distribuite le razioni giornaliere all'equipaggio.
(f. -àia\b0; pl. m. -ài), s. m., chi abita nella casa o nell'appartamento dirimpetto.
s. f. serie successiva di re o di principi di una stessa famiglia o casato. est. l'insieme dei componenti di una stessa famiglia che si sono succeduti nel tempo esplicando prevalentemente una stessa attività nell'ambito di un medesimo settore (industriale, commerciale, ecc.).
s. f. non com. permanenza in un luogo. luogo dove uno abita non com. casa che serve da abitazione. sign. particolari: mettere, porre a dimora una pianta, sistemarla nel terreno dove dovrà poi restare stabilmente mettere a dimora un pezzo meccanico, montarlo. lett. indugio, ritardo.
s. m. nella teologia cristiana, lo stesso ma d'uso più pop. che demonio: avere il diavolo in corpo, essere posseduto dal diavolo; oggi, essendo abbandonata la credenza che il diavolo si impadronisca di qu. entrandogli dentro, la loc. ha il senso fig. di essere preda di agitazione e di smanie nella toponomastica, è usato per definire il carattere selvaggio o orrido di certi luoghi fig.: abitare a casa del diavolo, in un posto lontanissimo e fuori mano. fig. persona di aspetto sgradevole e ripugnante cattivo soggetto; individuo violento e brutale (con questi sign. diavolo può riferirsi anche a donna; però esistono anche le forme femminili diavola e diavolessa) detto spec. di bambino o ragazzo, con senso molto attenuato, vivace, sbarazzino. fig. persona poco dotata e poco fortunata persona che dimostra ingenuità e, talvolta, dabbenaggine: è un buon diavolo (con questi sign. il corr. femminile è diavola e non diavolessa). fig. riferito a cose, calamità, evento disastroso preceduto dalla prep. art. "del" costituisce una loc. attributiva che equivale a "tremendo", "insopportabile" e sim.: caldo, freddo del diavolo come escl. esprimente stupore, stizza, ira, rammarico o rimprovero al diavolo!, per mandare alla malora qu. o qualcosa con senso enfatico e pleonastico in proposizioni interrogative: come diavolo si chiama? in zoologia: diavolo di mare, V. cefalottera; diavolo di Tasmania, marsupiale oggi limitato alla sola Tasmania; è simile ad un piccolo orso ed ha la coda lunga; è cacciatore con abitudini notturne.
frs., s. m. in it. inv. vestaglia femminile per la casa. est. nella loc. avv. o attributiva: in déshabillé, detto di chi è vestito succintamente.
s. f. atto, effetto del derivare complesso di costruzioni che permettono di prelevare da un bacino o da un fiume acqua da utilizzarsi per irrigare o per produrre energia elettrica. in linguistica, formazione di una parola da una radice o da una parola preesistente mediante l'aggiunta di prefissi o suffissi (per esempio dal gr. chèir "mano" + il gr. màntis "indovino" si ha chiromante; dal lat. bellum "guerra" + il lat. gerere "condurre, effettuare" proviene belligerante; dall'ingl. manager "dirigente" si ha manageriale; da casa derivano casella, incasellare, ecc.); con senso più generico, si usa questo termine anche per indicare la semplice provenienza etimologica, come, ad esempio, dal lat. manus si ha l'it. mano. in matematica, operazione con cui si determina la derivata di una funzione. elemento di circuito elettrico disposto in parallelo con un altro operazione di collegamento di circuiti elettrici in parallelo tra loro. linea telefonica non collegata direttamente con la centrale. in medicina, processo che permette di liberare un organo da liquidi organici nocivi. in statistica: rapporto di derivazione, rapporto esistente tra la frequenza di due fenomeni interdipendenti.
avv., nella parte interna di qualcosa; interiormente (per il sign. l'avv. si oppone direttamente a "fuori"); spesso dentro significa "in casa", "in un luogo chiuso o coperto" e sim. preceduto da prep.: di dentro, spesso con valore attributivo (quelli di dentro risposero a quelli di fuori; ehi di dentro!, ehi di casa!) oppure anche con valore di complemento di luogo (passare di dentro o per di dentro, dall'interno; esci di lì dentro!); in dentro, verso l'interno; cammina con i piedi rivolti in dentro con valore fig., nell'animo, nella mente: avere dentro una grande passione e mostrarsi indifferente fuori; se si potesse leggere dentro, per sapere che cosa pensa! prep. impr., internamente a; in mezzo a (regge il complemento direttamente o insieme alla prep. "a"; quando regge un pronome personale è costruita con la prep. "di") con valore di prep. temporale: dentro un mese, prima che sia passato un mese. s. m. inv., la parte interna di qualcosa
s. m. il computare; conteggio. computo ecclesiastico, l'insieme dei calcoli con cui si stabilisce il calendario delle feste mobili. computo metrico estimativo, calcolo della quantità delle singole categorie di lavoro che concorrono alla costruzione di un'opera (ponte, casa, strada, ecc.) con indicazione dei costi relativi per valutare, in sede di progettazione o in sede finale, la spesa complessiva.
(pl. -ùvi), s. m. linea di convergenza di due falde del tetto, dove confluisce l'acqua piovana est. linea a cui convergono le massime pendenze di un luogo. nell'antica casa romana, apertura rettangolare nel soffitto dell'atrio, da dove l'acqua piovana cadeva nell'impluvio.
s. m. dovere, incarico, ufficio, mansione. esercizio scolastico, soprattutto scritto, da eseguire a scuola o a casa. obbligo, dovere, responsabilità. ant. calcolo, misura ed est. parsimonia.
ingl., in it. s. m. inv., complesso di mezzi vari, installazioni e servizi, che rende comoda la vita in una casa o in un qualsiasi altro ambiente.
s. f. la donna che fa da madrina al battesimo di un bambino o di una bambina o alla cresima di una bambina. est. vecchia amica; spec. nel pl., le popolane vicine di casa scherz. donnetta pettegola e ciarlona. nelle favole si unisce talvolta ai nomi degli animali protagonisti. eufemismo pop. per indicare la morte.
s. f. raccolta sistematica di oggetti della stessa specie che abbiano un loro pregio intrinseco, un loro valore storico, scientifico, artistico o comunque un interesse particolare per chi li raccoglie. collana di opere letterarie o scientifiche di una casa editrice. complesso dei modelli presentati per una stagione da una casa di abbigliamento.
s. m. parte di un capo di vestiario che sta attorno al collo: colletto alla Robespierre, aperto, con risvolti sulle spalle; colletto alla marinara, con ampio risvolto rettangolare sulle spalle; per metonimia, colletti bianchi (dall'ingl. white collars), espressione polemica per indicare gli impiegati, che possono svolgere il loro lavoro in camicia bianca, in contrapposizione ai colletti blu (dall'ingl. blue collars), cioè gli operai che indossano la tuta e camicie scure. in botanica, parte della pianta tra il fusto e la radice principale ove avviene la trasformazione dei due organi. in anatomia, parte del dente tra la corona e la radice. casacca di cuoio portata un tempo dai soldati.
s. f. il primo pasto della giornata, consumato appena alzati. il pasto di mezzogiorno (spesso con l'idea che si tratti di pasto leggero, ma anche senza tale determinazione); da ciò la possibilità di equivoci col sign. precedente, per evitare la quale taluni ricorrono alle espressioni di prima colazione (quella mattutina) e seconda colazione (quella di mezzogiorno): colazione al sacco, con vivande preparate a casa e consumate in gita all'aperto.
(f. -a), s. m., ciascuno degli inquilini di una stessa casa rispetto agli altri inquilini.
s. m. nome di famiglia, casato; il nome che indica la famiglia alla quale un individuo appartiene (è buona norma scriverlo dopo il nome e non prima, come invece vuole di solito l'uso burocratico). presso gli antichi Romani, il terzo nome di una persona appartenente a una famiglia gentilizia: "Cesare" è il cognome di Caio Giulio. ant. epiteto, soprannome.
s. m. cassa decorata per conservare oggetti della casa, cassapanca. copertura di lamiera che chiude il motore di un'automobile. cassa per munizioni.
s. m. (f. -a) bambino paffutello e grazioso che si accattiva le simpatie di tutti bambino che è un po' il prediletto della casa o dei genitori; cocco. tosc. spasso, diletto, divertimento stato di riposo e di rilassamento. aggettivo, grazioso, carino e affettuoso, detto di bambino.
s. f., nastro colorato piegato in modo da formare una specie di rosa; si porta al petto o al cappello per significare l'appartenenza a un partito, a un'associazione, ecc. in passato, distintivo di una nobile casata portato dalla servitù sulla livrea.
(pl. -che), s. f. parte della scienza medica e chirurgica che si insegna direttamente a contatto con gli ammalati negli ospedali. qualsiasi ospedale ove vengono impartiti insegnamenti relativi alla pratica medica in generale o a qualche specializzazione est. casa di cura privata.
s. f. fascia di cuoio, di stoffa o altro che si porta stretta ai fianchi per reggere indumenti, per tenerli aderenti e raccolti o semplicemente per ornamento fascia simile alla precedente che serve a reggere la spada, la borsa, ecc. cintura di sicurezza, tipo particolare di cintura impiegata su aeroplani o su automobili per assicurare la persona al sedile occupato in modo da evitare sbalzi pericolosi; cintura di salvataggio, salvagente di sughero o di gomma gonfiata che si cinge intorno alla persona per restare a galla nell'acqua; cintura elastica, sorta di busto per contenere l'eccessiva pinguedine nel judo, fascia colorata che ogni atleta veste sulla casacca per tenerla raccolta; il diverso colore indica il grado di perfezione raggiunto dall'atleta; spesso indica l'atleta stesso che ne è insignito. la parte dei calzoni o della gonna che cinge la persona all'altezza della vita. la parte del corpo ove si porta la cintura, la zona dei fianchi e della vita. est. tutto ciò che circonda qualcosa e la delimita o la isola. in architettura, cembra cerchio di ferro con cui si fasciano colonne o pilastri per renderli più stabili. nella lotta, presa consistente nel cingere l'avversario con le braccia in modo da immobilizzarlo o da poterlo sollevare per farlo poi ricadere, con mossa veloce nel rugby, modo di bloccare l'avversario abbracciandolo da dietro ai fianchi. in anatomia, l'insieme dei segmenti ossei che collegano allo scheletro del tronco la parte libera degli arti: cintura pelvica, il bacino costituito dalle due ossa iliache, sulle quali si innestano gli arti inferiori, e dal sacro; cintura scapolare, costituita dalla scapola e dalla clavicola.
s. f., credenza triangolare a più ripiani, fatta per adattarsi all'angolo d'una stanza. aggettivo f.: casa cantoniera, dei cantonieri ferroviari e stradali.
s. m. inv., pop. dissenteria.
prima parte di composti imperativali, per lo più pop. o scherz., in cui indica l'azione di defecare (per esempio cacasangue) o, con sign. fig., quella di emettere, ostentare (per esempio cacadubbi, cacasenno), oppure, più rar., quella di scagliare (per esempio cacafuoco).
s. f. inv., apocope per "casa" che sopravvive in alcune denominazioni di palazzi gentilizi di Venezia.
avv. indica avanzamento, progressione verso un luogo o in una attività; innanzi, oltre. come relazione di tempo, prima, innanzi in alcune loc., di poi, in seguito in unione a di o che diventa cong. temporale. prep. impr. poco com. per indicare relazioni di luogo, nei sign. di davanti a, in presenza di, di fronte a; si unisce al nome per mezzo della prep. a: avanti a casa; avanti a me, ai superiori; lo giurò avanti a Dio; sedevo avanti a lui. per indicare relazioni di tempo, prima. interazione, usato come ordine o invito di avanzare. s. m. inv.
(pl. àtri), s. m. la parte, spesso vasta e sontuosa, che costituisce l'ingresso di un palazzo, teatro, albergo, ministero, ecc. vestibolo dell'antica casa romana. zona intermedia tra un cono vulcanico di nuova formazione e il bordo del cratere preesistente entro cui questo si è formato. ognuna delle due cavità superiori del cuore; in quella di destra (atrio destro) arrivano le vene cave, portanti sangue arterioso, in quella di sinistra (atrio sinistro) sboccano le vene polmonari, superiore e inferiore, contenenti il sangue venoso.