Le notifiche del mio computer portatile risuonavano con insistenza nella sala parto, mentre il silenzio tra Garrett, sua madre e il dottor Alcott era diventato così denso da togliere il respiro. L’ostetrico continuava a stringere mio figlio al petto, proteggendolo con il proprio corpo come se fosse la cosa più preziosa e vulnerabile dell’intero universo. […]
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