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Cinema e Tv

Premio Bianca D'Aponte 2026, dieci cantautrici raccontano il mondo che vivono

Il Premio Bianca d’Aponte congeda ma la sua ventiduesima edizione e da oggi si lavora già per il 2027. Le dieci cantautrici che si sono alternate, per due sere, sul palco del Teatro Cimarosa di Aversa hanno confermato che l’arte della parola accompagnata dalla musica è in ottima salute. Per me è stato il secondo anno in questa popolosa città campana che si è trasformata, grazie alla passione e alla visionarietà di Gaetano D’Aponte, in un baluardo di avanguardie musicali. Una delle grandi bellezze di questo Premio è la dimensione da factory: il tempo è condiviso, non ci sono barriere tra artiste in gara, invitati, giurati e ospiti, sempre nel rispetto dei singoli ruoli. Qui si fanno scoperte e si fanno incontri. Parto dalle prime: sono quattro le cantautrici che per me hanno declinato il loro mondo musicale in maniera assolutamente identitaria e si tratta di Rosita Brucoli, Bambina, Simona Valente (che con la sorella Alessandra e Nicholas Palmieri ha creato il collettivo barese Il Maestrale) e Mabi che hanno portato in finale rispettivamente Fiori Distrutti, Dialogo con la Paura, Le Farfalle e Al Contrario. Aversa è poi luogo di incontri e ritrovamenti, di scoperte e di abbracci. Ovviamente in testa Gaetano D’Aponte e la sua ombra Gennaro Gatto, colui che tesse le fila di tutto. Ho conosciuto musicisti straordinari a partire da Guido Della Gatta e poi Roberta Andreozzi e Alessandro Crescenzo (che durante la serata finale ha ricordato un amico del Premio che non c’è più ed è Pietro Ventrone), coppia di vita e (spesso) di musica sui quali aleggia la leggenda di un corteggiamento durato sei mesi. Finalista l’anno scorso è tornata solo per assistere (e questo dimostra quanto questo Premio crei dipendenza emotiva) la cantautrice Martina Giglio; ho abbracciato Ramiro Levy dei Selton, gruppo tra i innovativi degli ultimi vent’anni con la loro capacità di mescolare cultura e musica, e Veronica Marchi capitana coraggiosa della musica, sia come cantautrice che come fondatrice dell’etichetta Maieutica Dischi. Tra gli ospiti della serata finale Alfina Scorza che ha raccontato un po’ del suo album Vent’Anni, un’altra eccellenza. Infine un pensiero al maestro Ferruccio Spinetti che ha la direzione artistica della rassegna E dulcis in fundo la triangolazione del gusto che quest’anno è stata tra il bar Berenice, l’Hotel Building e il ristorante Pizza & Pasta, dove terminavano le serate perché la cena qui per tradizione è quando si spegne la musica. È L’Aurora a vincere la 22ª edizione del Premio Bianca d’Aponte: a lei va una borsa di studio di 1.000 euro e la partecipazione come ospite alla prossima edizione del Premio; questa artista calabrese si è aggiudicata anche la targa per la migliore interpretazione. Rosita Brucoli porta a casa Premio della Critica Fausto Mesolella (storico direttore artistico dell’evento) con una borsa di studio di 800 euro e la possibilità di esibirsi come ospite al Premio Nilla Pizzi il prossimo novembre; a lei pure il premio dell’etichetta femminile Maieutica Dischi di Veronica Marchi (vincitrice della prima edizione del Premio) per la produzione e pubblicazione di un brano. La giuria generale ha assegnato inoltre la targa al miglior testo (dedicata a Oscar Avogadro) a Mabi e quella alla migliore musica a Bambina, che avrà anche l’opportunità di partecipare al festival “Femminile plurale” di Montella (Avellino). MVR si è meritata invece il “Premio ’Na stella” del Virus Studio, con l’incisione di un brano con la produzione artistica di Ferruccio Spinetti e Alessandro Guasconi, mentre a Natalia Abbascià va una proposta per una possibile collaborazione artistica con l’etichetta Suoni dall’Italia di Mariella Nava. ESplendide finaliste anche Fabula, Miriam Ricordi, Sarai e Simona Valente.
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