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Tecnologia

Colossale violazione della rete TOR: 333 server hackerati in un colpo

C’è stato un enorme attacco informatico alla rete TOR: hacker ignoti sono in qualche modo riusciti a compromettere tra il 2 e il 5 ottobre la bellezza di 333 exit node, e hanno cercato di impiegarli per intercettare connessioni SSH e traffico email non cifrato. Per ora si sa che alcuni dati sono stati reindirizzati verso server esterni controllati dagli hacker, ma non è chiaro quanti di questi siano effettivamente leggibili. In generale rimangono molti punti oscuri sull’incidente - in particolare sull’identità degli hacker e sulle modalità esatte. La prima intrusione sembra risalire alla fine di agosto, quando l'attaccante avrebbe sfruttato una password valida ma riciclata per accedere a un server amministrativo della rete. Una volta dentro, ha installato Ebury, una backdoor per Linux scoperta circa dodici anni fa. Successivamente, dal server compromesso, si è collegato tramite SSH a un secondo sistema, denominato Switzerland2, utilizzando una chiave RSA che a quanto pare non rientra nell’elenco di quelle autorizzate.Una volta che ha ottenuto i privilegi amministrativi anche su Switzerland2, l’hacker (naturalmente non sappiamo al momento se si tratta di una singola persona o un collettivo) ha installato la stessa backdoor e modificato la configurazione di alcuni exit node ospitati dal server, fino ad arrivare a una "collezione" di centinaia di server. Il fatto è che 333 nodi sono davvero tanti, ancora non si capisce come sia stato possibile comprometterne così tanti in una volta sola.


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