Google è diventato il primo operatore del Sistema Integrato delle Comunicazioni in Italia. Nei dati relativi al 2024, pubblicati dall'AGCOM, il gruppo americano si è lasciato alle spalle la Rai, fino a quel momento in testa alla classifica. L'Autorità considera i ricavi delle televisioni, della radio e della stampa, insieme a quelli della pubblicità e delle attività digitali.
Google si è portata al 12,4%, dall'11,7% dell'anno precedente. Alla Rai resta il 12% delle risorse. È cambiata anche la posizione di Meta/Facebook, passata dal quinto al terzo posto grazie a una quota salita dall'8,6 al 9,7%. Comcast/Sky si è fermata al 9,4%, mentre Fininvest ha chiuso il 2024 con il 9,2%.
Il SIC ha generato 21,8 miliardi di euro nel 2024. Nel 2023 il valore era stato di 20,4 miliardi e la crescita registrata dall'AGCOM, pari al 6,9%, è stata superiore a quella dell'economia nazionale. Il settore rappresenta ormai lo 0,99% del PIL italiano.
IL PESO DELLA PUBBLICITÀ ONLINE
La voce più consistente è quella della pubblicità online, che nel 2024 ha sfiorato gli 8 miliardi di euro. La crescita rispetto al 2023 è stata del 12,6% e alla raccolta sul web fa ormai capo il 36,6% delle risorse del SIC. La pubblicità sui mezzi tradizionali vale 5,2 miliardi di euro. Qui l'aumento si è fermato al 3,4%.La maggiore presenza delle piattaforme digitali emerge anche dalle posizioni occupate dagli altri operatori internazionali. Amazon è sesta con il 4,9% delle risorse, seguita da Netflix al 3,5%. DAZN occupa invece la nona posizione con il 2,5%. Tra i gruppi editoriali italiani, Cairo Communication si attesta al 3%, mentre GEDI scende all'1,8%.
Sono dodici gli operatori che controllano almeno l'1% del SIC. Insieme raccolgono 15,4 miliardi di euro, vale a dire il 71% di tutte le risorse del settore. Nessuno, preso singolarmente, raggiunge il 20% del mercato. A superare il 10% sono soltanto Google e Rai.
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