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Tecnologia

Recensione iPhone Duo: il pieghevole di Apple valeva l’attesa (ma non è per tutti)

Recensione iPhone Duo: il pieghevole di Apple valeva l’attesa (ma non è per tutti) In quasi vent’anni l’iPhone ha cambiato dimensioni, materiali e fotocamere, ma è sempre rimasto una lastra di vetro da tenere in una mano. iPhone Duo è il primo che rompe questo schema: chiuso ha le proporzioni di un passaporto ed uno schermo esterno da 5,4 pollici, aperto diventa una specie di iPad mini con un display interno da 7,6 pollici. È il primo pieghevole di Apple, arriva nei negozi il 23 ottobre ed in Italia parte da 2.369€, il prezzo più alto mai chiesto per un iPhone. Questa recensione di iPhone Duo nasce dall’unione delle prove pubblicate da 9to5Mac, Engadget, CNET, Gizmodo, TechRadar e PetaPixel, che hanno usato il telefono per circa una settimana prima del lancio. Abbiamo letto tutto, confrontato misure, test di laboratorio ed impressioni d’uso, e ne abbiamo fatto un unico racconto: cosa convince, cosa no e, soprattutto, a chi davvero è rivolto. Recensione iPhone Duo: il pieghevole di Apple valeva l’attesa (ma non è per tutti) — screenshot 1Recensione iPhone Duo: il pieghevole di Apple valeva l’attesa (ma non è per tutti) — screenshot 2 Sui pieghevoli Apple è arrivata tardi, ma questo è stato trasformato nel più grande vantaggio rispetto a tutti i concorrenti. Per anni infatti ha osservato Samsung, Google e gli altri produttori, riuscendo così ad evitare quasi tutti gli errori degli altri pieghevoli. “Quasi”, però, è la parola chiave: ci sono compromessi che a questo prezzo pesano, ed un software che deve ancora crescere. Andiamo a vedere.

Design e costruzione: pesa più di un Pro Max, ma in tasca si dimentica

Partiamo dal dato che spaventa: 254 grammi. iPhone Duo è l’iPhone più pesante di sempre, 5 grammi più di iPhone 18 Pro Max (249 grammi) e ben 53 grammi più di Galaxy Z Fold 8, il pieghevole di Samsung con la forma più simile. Sono più leggeri anche Galaxy Z Fold 8 Ultra (215 grammi) e Pixel 11 Pro Fold (239 grammi). Nell’uso il peso si sente: tenendolo a lungo con una mano, dopo un po’ se ne accorge il polso. Eppure, in mano, risulta più comodo di un Pro Max. Il merito è della distribuzione del peso: da chiuso iPhone Duo misura 117,8 x 84,1 mm, cioè 45,6 mm in meno di iPhone 18 Pro Max in altezza ed appena 6,1 mm in più in larghezza. È tozzo e compatto, e scivola senza fatica in quasi ogni tasca.  Lo spessore racconta due storie diverse. Da chiuso iPhone Duo misura 11,3 mm, circa il 29% in più di iPhone 18 Pro e quasi 2 mm più di Galaxy Z Fold 8. Aperto scende a 5,2 mm: in modalità tablet è l’iPhone più sottile mai prodotto, più di iPhone Air (5,64 mm) e perfino di iPad mini (6,3 mm). Recensione iPhone Duo: il pieghevole di Apple valeva l’attesa (ma non è per tutti) — screenshot 1Recensione iPhone Duo: il pieghevole di Apple valeva l’attesa (ma non è per tutti) — screenshot 2 Tutto passa dalla cerniera, ed è qui che Apple ha fatto il lavoro migliore. Dentro ci sono più di 100 componenti, una lega trattata al nitruro per resistere all’usura ed un sistema a coppia variabile: la resistenza cambia man mano che lo apriamo, così il telefono resta fermo a qualsiasi angolo fra 0 e 180 gradi. Per aprirlo di solito servono due mani, e le unghie aiutano, ma superata la presa dei magneti le due metà si separano quasi da sole e la cerniera accompagna il movimento fino in fondo. Richiudendolo, i magneti battono con un “clap” morbido che finisce per diventare un piccolo vizio: lo si apre e lo si chiude anche senza motivo, come un antistress. La cerniera di iPhone Duo durante l'apertura Due dettagli dicono molto della cura del progetto. Il primo: aperto, iPhone Duo è perfettamente piatto, mentre quasi tutti i pieghevoli Android (Samsung a parte) si fermano qualche grado prima dei 180 e vanno “raddrizzati” con le mani. Il secondo: sopra la cerniera non c’è il classico cappuccio ad arco che protegge dalla polvere, perché la copertura è a filo con le cornici. Dopo un giorno di prudenza, perché piegare un iPhone va contro vent’anni di abitudini, si smette di pensarci. Ed è il complimento migliore che si possa fare ad una cerniera. La cerniera serve anche alle “pose”, come le chiama Apple. Oltre che aperto e chiuso, iPhone Duo si mette a laptop, con la metà inferiore che fa da base ed i controlli a portata di mano, a tenda, appoggiato sui due bordi, oppure in piedi come un libro aperto. Niente supporti né custodie con cavalletto per guardare un film sul tavolo, seguire un allenamento o fare una videochiamata mentre mettiamo a posto la spesa. Recensione iPhone Duo: il pieghevole di Apple valeva l’attesa (ma non è per tutti) — screenshot 1Recensione iPhone Duo: il pieghevole di Apple valeva l’attesa (ma non è per tutti) — screenshot 2 Il telaio è in titanio di grado 5 lucidato a specchio, con Ceramic Shield 2 sul display esterno e Ceramic Shield sul retro, che ha una finitura opaca e fa presa in mano. Il titanio spiega buona parte del peso (la concorrenza usa l’alluminio, più leggero ma meno resistente), insieme alla cerniera, alla camera a vapore ed ai tanti strati del display interno; in cambio, il profilo brilla come un orologio di lusso e la sensazione di avere in mano un prodotto da oltre duemila euro c’è tutta. I colori sono due: Bianco stellare e Cielo notturno, un blu scuro che a seconda della luce vira quasi al nero e che mostra di più le impronte sul titanio lucido. Da chiuso il profilo è asimmetrico, piatto da un lato e curvo dall’altro, e rende iPhone Duo riconoscibile al primo sguardo. Recensione iPhone Duo: il pieghevole di Apple valeva l’attesa (ma non è per tutti) — screenshot 1Recensione iPhone Duo: il pieghevole di Apple valeva l’attesa (ma non è per tutti) — screenshot 2 Ed è robusto sul serio. iPhone Duo è certificato IP68 contro acqua e polvere (fino a 6 metri per 30 minuti), una rarità fra i pieghevoli: Galaxy Z Fold 8 e Fold 8 Ultra si fermano all’IP48, che non protegge dalle polveri sottili come la sabbia, mentre Pixel 11 Pro Fold ha l’IP68 ma è testato fino ad 1,5 metri. Durante le prove iPhone Duo è finito sotto il rubinetto senza conseguenze e, in un caso non programmato, è scivolato aperto giù per qualche gradino bagnato dalla pioggia: il risultato sono stati un paio di segni sul profilo, nessun graffio e nessuna crepa sui due schermi. I tasti cambiano posto. Quelli del volume sono sul bordo superiore, una scelta che ha senso soprattutto in verticale e che chiede qualche giorno di abitudine. Per impostazione predefinita non si adattano all’orientamento come succede su iPad, e con tutte le posizioni che assume il telefono all’inizio è facile sbagliare: nelle Impostazioni di iOS però c’è un’opzione per renderli dinamici, e conviene attivarla subito. Sul lato destro troviamo il tasto laterale lungo ed il Controllo fotocamera, comodo perché in orizzontale finisce vicino all’angolo, mentre il tasto Azione non c’è: per attivare la modalità silenziosa si passa dal Centro di Controllo. Chi lo usava per aprire un’app o un comando rapido lo rimpiangerà, e personalmente avremmo preferito trovarlo al posto del Controllo fotocamera che reputiamo molto più inutile rispetto all’altro. Il tasto laterale integra il Touch ID, ed è il compromesso più discusso di tutto il progetto. Apple spiega la scelta con la coerenza: lo stesso gesto sblocca il telefono da aperto e da chiuso, mentre il Face ID avrebbe richiesto sensori ad infrarossi su entrambi i lati. Il sensore è preciso e reattivo, ma dopo anni di Face ID la differenza si sente: capita di fissare lo schermo aspettando che si sblocchi, o di guardarlo dopo il doppio clic per Apple Pay. Visto che il telefono si impugna in mille modi, conviene registrare almeno pollici ed indici, se non tutte le dita. Il tasto, poi, è sensibile: prendendo in mano iPhone Duo capita di sfiorarlo e ricevere la vibrazione di errore. Senza Face ID spariscono anche le funzioni basate sull’attenzione, come le notifiche che si espandono quando guardiamo il display, ed in inverno, con i guanti, bisognerà toglierli ogni volta. Pagamento con Apple Pay su iPhone Duo autorizzato con il Touch ID Il rimedio migliore è lo sblocco con Apple Watch, che rende tutto più fluido ed è persino più rapido del Touch ID, ma presuppone un Watch al polso. C’è anche un vantaggio inatteso: con il telefono appoggiato sul tavolo basta posare il dito sul tasto per leggere le notifiche, senza sollevarlo. Un’altra abitudine da cambiare riguarda le telefonate. La capsula auricolare non è sul fronte, come su tutti i telefoni, ma coincide con l’altoparlante sul bordo superiore: tenendo iPhone Duo all’orecchio nel modo solito, la voce dall’altra parte arriva lontana, perché esce sopra e dietro l’orecchio. Va tenuto più in basso del previsto, puntato verso l’orecchio. Una telefonata con iPhone Duo chiuso, con la capsula sul bordo superiore Infine gli accessori. iPhone Duo supporta MagSafe e funziona con i supporti di ricarica magnetici già in commercio, ma è più basso di un iPhone tradizionale: portafogli e batterie MagSafe, compreso il portafoglio di Apple, sporgono dal bordo inferiore, ed i treppiedi magnetici lo tengono in piedi da chiuso ma da aperto lo fanno cadere. Le custodie di Apple sono due. La Custodia (89€) è in due pezzi di plastica fissati con un leggero adesivo: protegge bene ma non è bella, ed il bordo sinistro intorno al display esterno ostacola i tocchi sui pulsanti vicini, tanto che fra le Impostazioni c’è un’opzione che sposta i contenuti leggermente a destra. La Custodia Folio con supporto (149€) è in tessuto TechWoven, copre fronte e retro e ha un cavalletto regolabile comodissimo per film e videochiamate, ma lascia scoperti i lati in titanio e non ha tasche per le carte. Recensione iPhone Duo: il pieghevole di Apple valeva l’attesa (ma non è per tutti) — screenshot 1Recensione iPhone Duo: il pieghevole di Apple valeva l’attesa (ma non è per tutti) — screenshot 2

Due display, ed una piega che nell’uso quasi sparisce

Apple non ha risparmiato su nessuno dei due schermi. Sono entrambi OLED Super Retina XDR con ProMotion fino a 120Hz, schermo sempre acceso e fino a 3.000 nit di luminosità di picco, e soprattutto hanno lo stesso formato, 1,4:1: quando apriamo il telefono ritroviamo la stessa schermata, Home compresa, solo con il doppio dello spazio. Il display esterno ha una risoluzione di 2034 x 1398 pixel, quello interno di 2670 x 1878, in entrambi i casi un po’ più alta dei pannelli di Galaxy Z Fold 8. Il display esterno da 5,4 pollici fa pensare ad iPhone mini, ma il paragone regge solo sulla carta: il formato più largo cambia tutto, ed Apple calcola che offra il 90% della superficie di iPhone 18 Pro. Per un destrorso è un piacere da usare con una mano, perché si raggiungono tutti gli angoli, e la tastiera, che occupa poco meno di metà schermo, è comoda sia con due pollici sia con la digitazione a scorrimento. È lo schermo delle cose veloci: rispondere ad un messaggio, controllare la mail, spuntare la lista della spesa, chiamare un’auto, scattare una foto. Tirarlo fuori dalla tasca ricorda il gesto di prendere un taccuino, e regge bene anche lo scorrimento dei social e la lettura. La schermata Home sul display esterno di iPhone Duo, con dock e stato sulla destra I limiti ci sono, ed hanno tutti a che fare con lo spazio. Sulla destra c’è una colonna che il sistema non cede quasi mai, con dock, stato e controlli delle app: l’area davvero utile per i contenuti finisce per essere più piccola di quella dell’ultimo iPhone SE, mentre la tastiera occupa tutta la larghezza. In Safari si sente di più, perché il web non è pensato per uno schermo così basso e largo: capita di aprire una pagina e vedere solo il banner dei cookie o l’invito alla newsletter. Anche alcune app, come TikTok o Sport di Apple, sembrano strette; fanno eccezione il mirino della fotocamera e l’app Foto, che usano lo schermo intero. Chi è mancino fatica a raggiungere l’angolo in alto a destra per aprire il Centro di Controllo, ed i comandi non si possono spostare a sinistra. E con le mani piccole la larghezza si fa sentire: per alcuni scrivere con una mano sola, in qualsiasi orientamento, è semplicemente impossibile. Poi lo apriamo, ed è lì che iPhone Duo dà il meglio. Il display interno da 7,6 pollici è il più grande mai montato su un iPhone: il 50% più ampio di quello di iPhone 18 Pro Max e l’80% più di iPhone 18 Pro. Passare da un oggetto grande come un passaporto ad uno schermo da mini tablet resta un piccolo colpo di scena anche dopo una settimana, ed il formato largo, diverso da quello più alto e quasi quadrato dei pieghevoli come Galaxy Z Fold 8 Ultra, si presta ai video con bande nere ridotte al minimo, alla lettura ed alla navigazione. Il display interno da 7,6 pollici di iPhone Duo aperto in orizzontale La domanda che tutti si fanno riguarda la piega. Per ridurla Apple ha lavorato su due fronti. Il primo è la struttura: lo schermo è fatto di più di 10 strati ultrasottili, con un rivestimento antigraffio ed uno strato in polimero con nanotexture che, secondo Apple, è fino al 40% più rigido dei materiali della concorrenza; sotto ci sono due lastre di vetro ad alta resistenza, sopra e sotto il pannello OLED, unite da adesivi che lasciano scorrere gli strati uno sull’altro come le pagine di un libro, ed una piastra in titanio che fa da sostegno.
Animazione di @scroll.engineer sugli strati di un display pieghevole
Il secondo è la nanotexture, la stessa finitura opaca di iPad Pro e MacBook Pro: diffonde la luce riflessa invece di rimandarla dritta negli occhi. Come ha spiegato Tom Marieb, vicepresidente hardware di Apple, la “specularità” dei display lucidi rende “molto facile cogliere le differenze di superficie”; uno schermo opaco le nasconde. Alla prova dei fatti funziona. La piega c’è, e nessuno, nemmeno Apple, sostiene il contrario: si vede inclinando il telefono, a schermo spento, o nella combinazione peggiore, cioè luce forte (il sole) e contenuti scuri come una schermata di caricamento nera. Guardando il display di fronte, nell’uso normale, sparisce quasi del tutto: la differenza è fra vederla quando la si cerca e notarla mentre si usa il telefono, e la seconda cosa non capita quasi mai. Al tatto è un’altra storia, perché sotto ci sono gli ingranaggi della cerniera ed il dito la sente, soprattutto scorrendo in verticale; resta però meno marcata che su Galaxy Z Fold 8 e molto meno che su Pixel 11 Pro Fold, e c’è perfino chi ha finito per apprezzare quel piccolo avvallamento sotto il pollice. Rispetto ai pieghevoli Samsung, dove la piega si vede praticamente sempre, la soluzione di Apple è nettamente superiore. iPhone Duo a sinistra e Galaxy Z Fold 8 a destra, aperti con lo stesso contenuto La nanotexture ha anche gli altri vantaggi che conosciamo dai Mac: niente riflessi, nemmeno sotto il sole, ed una sensazione al tatto simile alla carta. Le pagine sembrano stampate, fumetti ed anime rendono meglio che su uno schermo lucido, e Liquid Glass alla massima trasparenza non è mai stato così bello. Le impronte quasi non si vedono (bisogna spegnere lo schermo e cercare il riflesso giusto), anche se quando ci sono vanno via con un po’ più di fatica. Il prezzo da pagare è nei colori: meno saturi, con neri meno profondi rispetto al display esterno lucido, una differenza che si nota negli ambienti molto luminosi e sparisce la sera. Chi non sopporta la nanotexture sui Mac difficilmente cambierà idea qui. Lettura di un documento sul display interno opaco con nanotexture di iPhone Duo Lo strato superficiale, inoltre, si può sostituire da solo, senza cambiare l’intero display: in Italial’intervento costa 55 euro senza AppleCare+ oppure 19€ con la protezione aggiuntiva Apple. Proprio per questo va trattato con rispetto, perché a forza di stuzzicarlo si può staccare, e durante la configurazione non c’è nessun avviso che inviti a non rimuoverlo, come fanno invece i rivali Android. Sotto il display interno si nasconde la videocamera FaceTime. Apple ha modificato la disposizione dei subpixel sopra il sensore per far passare la luce: quando non serve, l’area è appena più “pixelata” del resto e di fronte non disturba, mentre quando apriamo FaceTime o la fotocamera diventa un foro nero, che si richiude con una bella animazione. È molto meglio del foro permanente di Galaxy Z Fold 8, che resta sempre lì mentre leggiamo o guardiamo un video. Per l’audio, gli altoparlanti stereo sono sui due lati opposti (in alto a sinistra ed in basso a destra quando il telefono è aperto) e supportano l’audio spaziale in ogni posizione, aperto, chiuso o a tenda. Il suono è più bilanciato rispetto a Galaxy Z Fold 8, che li ha tutti e due sullo stesso lato, ed è forte, chiaro e sorprendentemente pieno sui bassi. Non tutti, però, lo mettono sullo stesso piano di iPhone 18 Pro: nel confronto diretto può risultare un po’ più sottile e meno potente. Nella vita di tutti i giorni si crea un’abitudine precisa: display esterno quando siamo in giro, in fila o al supermercato, e display interno quando siamo seduti, a casa o al bar. Aperto, iPhone Duo è troppo grande per una mano e poco pratico mentre si cammina; chiuso, è un iPhone normale. Il formato basso e largo, a differenza dei pieghevoli più alti, invoglia ad aprirlo spesso: si finisce per guardare molti più video, leggere di più e giocare di più che con qualsiasi altro iPhone, con buona pace del Tempo di utilizzo. Un gioco su iPhone Duo aperto, tenuto con due mani

iOS 27 su iPhone Duo: un iPhone che si allarga, non un iPad che si piega

Prima del lancio ci si chiedeva se iPhone Duo avrebbe usato iOS da chiuso ed iPadOS da aperto, o un sistema ibrido. La risposta è più semplice: è iOS 27, lo stesso degli altri iPhone, ma ridisegnato per questi due schermi. Resta la classica griglia di icone 4 x 6, mentre lo spazio in più in larghezza va ai comandi, che si spostano sulla destra: il dock diventa una colonna, le barre di navigazione delle app (in Musica, ad esempio, le voci Novità e Libreria) diventano una barra laterale, e lo stato si raccoglie in un modulo circolare in alto a destra con batteria, Wi-Fi e rete cellulare, che con un tocco apre il Centro di Controllo. Anche la Dynamic Island diventa verticale ed ospita fino a due attività, una in meno di iPhone 18 Pro. Usando il display interno in verticale, dock e barre tornano in basso come sempre. Dopo qualche giorno tutto questo diventa naturale, ed a qualunque angolo lo si tenga i comandi sono dove ce li aspettiamo. Non mancano le scelte discutibili: la percentuale della batteria non è più sempre in vista, il dock a destra non lo ha nemmeno iPad, e per i mancini non c’è modo di spostarlo, salvo quando apriamo un’app sul display interno e la fissiamo a destra. Il passaggio da uno schermo all’altro è il momento più scenografico: aprendo il telefono, quello che c’è sul display esterno scivola a cascata su quello interno, e viceversa, mentre su Galaxy Z Fold 8 l’immagine salta da uno schermo all’altro a metà apertura. È un effetto che stupisce soprattutto chi guarda, perché mentre lo apriamo vediamo più il lato del telefono che lo schermo, e la novità passa presto; resta però la fluidità con cui un’app aperta all’esterno continua sull’interno senza un’esitazione. Ci sono poi accorgimenti che hanno senso proprio su un pieghevole: piegandolo come un libro la tastiera si divide in due, l’interfaccia della fotocamera si sposta di lato per non finire sulla piega, e nelle app di streaming come Apple TV e Netflix, in posizione laptop, il video va nella metà superiore ed i controlli in quella inferiore. Recensione iPhone Duo: il pieghevole di Apple valeva l’attesa (ma non è per tutti) — screenshot 1Recensione iPhone Duo: il pieghevole di Apple valeva l’attesa (ma non è per tutti) — screenshot 2 iPhone Duo è anche il primo iPhone con Split View. Per affiancare due app basta trascinare la barra in basso verso destra o verso sinistra, oppure scegliere l’opzione dal menu che compare tenendo premuta un’icona. Le due app si dividono lo schermo a metà, senza possibilità di ridimensionarle, e solo in orizzontale; Galaxy Z Fold 8 arriva a tre app ridimensionabili, mentre qui al massimo si aggiunge un video in Picture in Picture. In compenso alcune idee sono ottime: toccando la barra fra le due app le “leghiamo”, con una sottile costola grigia lungo la piega, e da quel momento si apriranno sempre insieme (perfetto per mail e calendario); ogni metà ha la sua barra dei gesti, quindi possiamo scorrere fra le app recenti su ciascun lato; e si possono trascinare foto e file da un’app all’altra. Ci piacerebbe poter salvare più coppie di app e metterle sulla schermata Home, come su Android, ma è un dettaglio. Due app affiancate in Split View sul display interno di iPhone Duo In verticale lo Split View non c’è. L’unica eccezione è un video: lo mettiamo in Picture in Picture, apriamo la seconda app e tocchiamo il nuovo pulsante che fissa il video in alto, mentre l’app occupa il resto dello schermo; piegando il telefono a metà, lo spazio si divide 50 e 50 e niente finisce sulla piega. Il procedimento è il meno intuitivo di tutti e si poteva disegnare meglio. Mancano anche Slide Over, le finestre ridimensionabili e Stage Manager: il multitasking resta semplice, il che non è necessariamente un male, ma su uno schermo così un po’ più di iPad non guasterebbe, a partire dalla possibilità di trascinare un’app direttamente nello Split View. Sul fronte della produttività il salto rispetto ad un iPhone tradizionale è reale. In Mail abbiamo due colonne, con la posta a sinistra ed il messaggio a destra; Note e Safari affiancati bastano per preparare una scaletta senza prendere il Mac, ed un testo lungo si può scrivere tutto sul telefono. Anche i pannelli dei siti, come quello di WordPress, si vedono per intero e non nella scomoda versione mobile. Il fotoritocco è il caso migliore in assoluto: in Lightroom ed Afterlight si ingrandisce un dettaglio e lo si vede davvero, e la foto intera occupa due terzi dello schermo invece di una miniatura; lo stesso vale per il montaggio video in app come Edits. Il limite arriva quando bisogna scrivere. In orizzontale la tastiera del display interno è larga, e con le mani medie la “G” al centro non si raggiunge con nessuno dei due pollici; in verticale si scrive comodamente, ma si torna ad una sola colonna ed il vantaggio delle tre colonne di app come Slack svanisce. Il risultato è che iPhone Duo dà il meglio quando guardiamo, leggiamo e ritocchiamo più che quando produciamo testo. Anche Safari, sul display interno, a volte riceve la versione mobile dei siti invece di quella da computer che riceve iPad. Il capitolo più delicato è quello delle app. Quelle di Apple sono già tutte ottimizzate: Mail, Messaggi e Calendario hanno la barra laterale, App Store e Contatti la vista a due colonne, e News, Mappe, Musica e Promemoria hanno i comandi che scorrono di lato insieme ai contenuti. Con le app di terze parti la situazione si divide in tre livelli. Tutte le app per iPhone funzionano, ma quelle compilate con il kit di sviluppo di iOS 26 o precedente appaiono “in finestra”: sul display esterno con una fascia nera a destra, su quello interno al centro, circondate dal nero. Si possono ingrandire come le app per iPhone su iPad, o ruotare con un pulsante se supportano l’orizzontale, ma il colpo d’occhio resta pessimo. Le app compilate con il kit di iOS 27 si adattano allo schermo lasciando libera solo la colonna di destra, mentre quelle con il kit di iOS 27.1 o successivo possono sfruttare davvero entrambi i display. Recensione iPhone Duo: il pieghevole di Apple valeva l’attesa (ma non è per tutti) — screenshot 1Recensione iPhone Duo: il pieghevole di Apple valeva l’attesa (ma non è per tutti) — screenshot 2Recensione iPhone Duo: il pieghevole di Apple valeva l’attesa (ma non è per tutti) — screenshot 3Recensione iPhone Duo: il pieghevole di Apple valeva l’attesa (ma non è per tutti) — screenshot 4 Al lancio fra le app ancora da aggiornare ci sono nomi pesanti come Gmail, Telegram, LinkedIn, Duolingo, Firefox, YouTube Studio e Kindle, che mostra il testo enorme e pagine che non riempiono lo schermo; in qualche caso c’è perfino qualcosa che si rompe, come lo sterzo inclinando il telefono in Asphalt Legends, che funziona sul display esterno ma non su quello interno. Le app già ottimizzate, però, aumentano ogni giorno: Netflix, Instagram, Threads, TikTok, OpenTable, Edits, Slack, Overcast, Carrot Weather, Mercury Weather, Callsheet, NetNewsWire e iSpazio, solo per citarne alcune. Un trucco per riconoscere un’app non ottimizzata: se la colonna laterale è nera e senza pulsanti (e l’app non è in modalità scura), non è stata ancora aggiornata. La differenza fra le due esperienze è enorme, e non è difficile immaginare che il supporto ad iPhone Duo diventi un criterio di scelta fra due app che fanno la stessa cosa. Le sorprese più belle arrivano dalle app pensate apposta per il pieghevole. Toastie è un gioco in cui prepariamo un toast sul display interno, aggiungiamo formaggio ed ingredienti e poi chiudiamo il telefono per “cuocerlo”: iPhone Duo pulsa ad ogni secondo di cottura e sta a noi decidere quando riaprirlo per vedere il risultato. Deck-Man trasforma iPhone Duo in un lettore di cassette: da aperto scegliamo il nastro e lo inseriamo, da chiuso compaiono i comandi, con tanto di fruscio e del suono del riavvolgimento. Battlefleet Duo, una battaglia navale, usa la posa laptop per mostrare la flotta sotto e la griglia di tiro sopra. Nessuna è ancora la “killer app”, ma fanno intuire una creatività che sull’iPhone non si vedeva da anni. Recensione iPhone Duo: il pieghevole di Apple valeva l’attesa (ma non è per tutti) — screenshot 1Recensione iPhone Duo: il pieghevole di Apple valeva l’attesa (ma non è per tutti) — screenshot 2 Una delle funzioni più riuscite è il nuovo StandBy, che su iPhone Duo funziona anche senza ricarica. Appoggiamo il telefono a tenda e compaiono orologio, calendario, meteo ed Attività in tempo reale (ad esempio l’arrivo della cena ordinata a domicilio); mettendolo in piedi come un libro aperto, StandBy passa sul display interno, e lo stesso succede appoggiandolo aperto sul cavalletto della Custodia Folio. Sul comodino, attaccato ad un caricatore MagSafe, diventa una sveglia perfetta. Non tutto è a punto: lo schermo interno dovrebbe illuminarsi di arancione quando suona la sveglia, ma durante le prove l’effetto ha funzionato una volta sola e per pochi secondi, ed il widget delle foto non permette di scorrere alla foto successiva con un dito, come farebbe qualsiasi cornice digitale. Recensione iPhone Duo: il pieghevole di Apple valeva l’attesa (ma non è per tutti) — screenshot 1Recensione iPhone Duo: il pieghevole di Apple valeva l’attesa (ma non è per tutti) — screenshot 2Recensione iPhone Duo: il pieghevole di Apple valeva l’attesa (ma non è per tutti) — screenshot 3Recensione iPhone Duo: il pieghevole di Apple valeva l’attesa (ma non è per tutti) — screenshot 4 Il display interno supporta anche Apple Pencil (USB-C), ma non Apple Pencil Pro né i modelli precedenti: secondo Apple il supporto arriverà entro la fine dell’anno. È una sorpresa gradita, visto che Galaxy Z Fold 8 non supporta nessuno stilo, ma iPhone Duo non ha un modo per agganciarla, né al telefono né ad una custodia ufficiale. Infine, i difetti da prima generazione. Nei primi giorni di prova le lettere T, G e V della tastiera a tutta larghezza del display interno, cioè proprio quelle sulla piega, a volte non rispondevano ai tocchi: un riavvio ha risolto il problema, che non si è più ripresentato. In un caso il telefono si è anche riavviato da solo. Niente di grave, ma è il genere di difetto che un aggiornamento dovrebbe sistemare presto.

Fotocamere: buone per tutti, ma non sono quelle di un Pro

Qui il discorso è semplice: iPhone Duo è l’iPhone più costoso, ma non ha le fotocamere migliori. Sul retro ci sono due fotocamere Fusion da 48MP: la principale (f/1.6), con un sistema di lenti progettato apposta per stare nel corpo sottile, e l’ultra-grandangolo (f/2.2), la stessa di iPhone 18 Pro. Di base scattano a 24MP unendo i pixel, e la principale offre uno zoom 2x di qualità ottica ritagliando il sensore. Manca il teleobiettivo, mancano il LiDAR, i formati ProRAW e ProRes Log ed il controllo dell’apertura, che è fissa, mentre iPhone 18 Pro ha l’apertura variabile. Sul display esterno c’è una fotocamera frontale Center Stage da 12MP (f/2.2), un gradino sotto quella da 18MP di iPhone 17, iPhone Air ed iPhone 18 Pro, ma con il sensore quadrato che permette selfie orizzontali tenendo il telefono in verticale. Sotto il display interno, infine, c’è la videocamera FaceTime: Apple non ne dichiara la risoluzione, che dalle prove risulta di circa 4MP. Con buona luce le foto sono ottime: ampia gamma dinamica, dettagli nitidi e colori naturali, mai troppo carichi, con tanto di polline visibile sui petali di un fiore. Il livello è quello di iPhone 17 ed iPhone Air, forse un filo più su, ed un gradino sotto iPhone 18 Pro, senza differenze drammatiche. Il distacco aumenta con poca luce, dove compaiono più riflessi dai lampioni e qualche dettaglio impastato, e nelle macro, a volte più morbide del dovuto. Il confronto con la concorrenza diretta, però, è favorevole: accanto a Galaxy Z Fold 8 iPhone Duo tiene il passo e di notte restituisce spesso foto meglio esposte e con colori più fedeli. Come su tutti gli iPhone, i video sono eccellenti, con una stabilizzazione superiore ai migliori Android ed il 4K fino a 120fps. Recensione iPhone Duo: il pieghevole di Apple valeva l’attesa (ma non è per tutti) — screenshot 1Recensione iPhone Duo: il pieghevole di Apple valeva l’attesa (ma non è per tutti) — screenshot 2Recensione iPhone Duo: il pieghevole di Apple valeva l’attesa (ma non è per tutti) — screenshot 3 Apple ha portato su iPhone Duo anche alcune novità di iPhone 18 Pro: gli Stili fotografici 3, che permettono di aggiungere texture e grana per foto meno “lavorate”, i comandi personalizzabili dell’app Fotocamera per bilanciamento del bianco ed esposizione, ed il nuovo autofocus con inseguimento, che tiene a fuoco ogni fotogramma di un cane che ci corre incontro. Su Instagram nessuno noterà la differenza con un Pro, mentre sul grande display interno, riguardando le foto, la qualità leggermente inferiore si vede. Recensione iPhone Duo: il pieghevole di Apple valeva l’attesa (ma non è per tutti) — screenshot 1Recensione iPhone Duo: il pieghevole di Apple valeva l’attesa (ma non è per tutti) — screenshot 2Recensione iPhone Duo: il pieghevole di Apple valeva l’attesa (ma non è per tutti) — screenshot 3Recensione iPhone Duo: il pieghevole di Apple valeva l’attesa (ma non è per tutti) — screenshot 4Recensione iPhone Duo: il pieghevole di Apple valeva l’attesa (ma non è per tutti) — screenshot 5Recensione iPhone Duo: il pieghevole di Apple valeva l’attesa (ma non è per tutti) — screenshot 6 La videocamera FaceTime sotto il display è il punto debole: le foto sono slavate e poco nitide, ed anche in videochiamata l’immagine resta impastata, anche se fa il suo lavoro. La soluzione è un’altra, ed è uno dei vantaggi del formato: aprendo iPhone Duo e girandolo, possiamo usare le fotocamere posteriori da 48MP per i selfie, con il display esterno come mirino. Il telefono si accorge che siamo davanti all’obiettivo e propone di spostare i comandi sullo schermo esterno, spegnendo quello interno. Recensione iPhone Duo: il pieghevole di Apple valeva l’attesa (ma non è per tutti) — screenshot 1Recensione iPhone Duo: il pieghevole di Apple valeva l’attesa (ma non è per tutti) — screenshot 2 Selfie con le fotocamere posteriori di iPhone Duo usando il display esterno come mirino Poi ci sono le funzioni pensate per il pieghevole. Con Duo Preview chi viene fotografato si vede sul display esterno mentre scattiamo, e può sistemarsi o guidarci: una manna per chi deve affidare il telefono ad un passante. Scatto smart trasforma iPhone Duo in un fotografo personale: lo appoggiamo piegato a 90 gradi, entriamo nell’inquadratura, ed il telefono scatta da solo quando riconosce persone in posa o sorridenti, segnalando ogni foto con il flash e fermandosi dopo una ventina di scatti. Animazione per bambini mostra Snoopy sul display esterno per attirare lo sguardo dei più piccoli, e Duo FaceTime usa contemporaneamente le fotocamere posteriori e quella interna, così chi ci chiama vede noi e quello che abbiamo davanti. Recensione iPhone Duo: il pieghevole di Apple valeva l’attesa (ma non è per tutti) — screenshot 1Recensione iPhone Duo: il pieghevole di Apple valeva l’attesa (ma non è per tutti) — screenshot 2Recensione iPhone Duo: il pieghevole di Apple valeva l’attesa (ma non è per tutti) — screenshot 3Recensione iPhone Duo: il pieghevole di Apple valeva l’attesa (ma non è per tutti) — screenshot 4 Sono funzioni simpatiche e qualcuna davvero utile, ma con due avvertenze. La prima: quasi tutte esistono già, con altri nomi, sui pieghevoli Android, e da Apple ci saremmo aspettati qualche idea più originale. La seconda riguarda Scatto smart, che non sempre centra il momento: capita di ritrovarsi con foto in cui stiamo camminando verso il telefono o ci stiamo allontanando, ed il vecchio autoscatto, sfruttando le pose del telefono, resta spesso più affidabile. Funziona meglio con il telefono sistemato all’altezza degli occhi, su una mensola o un treppiede, ed attivando Duo Preview per controllare l’inquadratura. Recensione iPhone Duo: il pieghevole di Apple valeva l’attesa (ma non è per tutti) — screenshot 1Recensione iPhone Duo: il pieghevole di Apple valeva l’attesa (ma non è per tutti) — screenshot 2 Resta l’ergonomia, che per la fotografia non è il punto forte. Da chiuso, per tenere saldo iPhone Duo bisogna coprire con il palmo circa un terzo dello schermo, e quindi parte dei comandi; da aperto il mirino è enorme, ma l’effetto è quello di fotografare con un iPad. Anche qui, la soluzione migliore è usare due mani.

Prestazioni ed autonomia: il cuore di un Pro, due batterie

Sotto la scocca c’è il chip A20 Pro a 2 nanometri di iPhone 18 Pro, con CPU a 6 core e GPU a 7 core, affiancato da 12GB di RAM. Per raffreddarlo Apple ha progettato un sistema dedicato, con una camera a vapore e grafite flessibile che distribuisce il calore fra le due metà, e dichiara prestazioni sostenute fino al 35% superiori a quelle di iPhone 17 Pro. Nei test Geekbench 7 iPhone Duo raggiunge circa 4.000 punti in single-core e fra 10.700 ed 11.400 in multi-core, in pratica come iPhone 18 Pro; Galaxy Z Fold 8, con lo Snapdragon 8 Elite Gen 5, si ferma a 3.112 in single-core e, soprattutto, a 17.331 punti nel test della GPU, contro i 60.608 di iPhone Duo. Nell’uso i numeri si traducono in un telefono che non esita mai: niente rallentamenti con due app in Split View, nel passaggio da uno schermo all’altro o nei giochi da console come PUBG e Resident Evil Village, ed anche il montaggio di un video 4K procede senza intoppi. Sotto sforzo iPhone Duo scalda un po’ più di iPhone 18 Pro, ed in modo meno uniforme: da aperto il calore si concentra sulla metà destra e poi si allarga lungo la cerniera verso l’altra metà, ma senza mai diventare fastidioso e senza cali di prestazioni. Completano il quadro il modem C2 ed il chip N1 di Apple, il Wi-Fi 7, il Bluetooth 6 ed i messaggi via satellite. Il C2, in particolare, si è dimostrato molto solido, tenendo la connessione 5G in punti dove i telefoni con modem Qualcomm la perdevano. L’autonomia era il grande punto interrogativo, ed è stata una sorpresa positiva. iPhone Duo ha un’architettura a doppia batteria, una per metà, gestite da chip e software di Apple come se fossero una sola. Apple non dichiara la capacità, stimata fra 4.800 e 4.900 mAh, ma promette fino a 31 ore di riproduzione video sul display interno, fino a 44 ore su quello esterno ed un giorno intero di utilizzo misto, considerando un uso equilibrato dei due schermi. I test di laboratorio lo collocano fra i migliori pieghevoli. In riproduzione video continua ha resistito 28 ore e 48 minuti, mezz’ora più di Galaxy Z Fold 8; in un test misto più severo si è fermato a 13 ore, contro le 14 ore e 20 minuti del modello Samsung. Dopo 45 minuti di streaming, social, videochiamata e giochi sul display interno era ancora al 99% (Galaxy Z Fold 8 al 93%, Pixel 11 Pro Fold al 96%), mentre tre ore di YouTube alla massima luminosità sullo schermo interno lo hanno portato dal 100% all’84%. Nella vita reale, con il display interno usato più o meno per metà del tempo, una giornata piena si chiude di solito fra il 20 ed il 40% di carica residua, con un tempo di schermo acceso fra 5 ore e mezza e 7 ore e mezza; con un uso più leggero non è escluso arrivare a due giorni. Il quadro, però, cambia con l’intensità: una giornata intera fuori casa passata a fotografare ha richiesto una ricarica dopo cinque ore, e con un uso medio-intenso dalle 7 alle 21:30 si arriva a sera poco sotto il 30%, quanto basta e niente di più. Chi usa molto il display interno avrà meno autonomia di un iPhone 18 Pro, che resta più longevo. Nella confezione c’è il cavo ma non l’alimentatore. Apple dichiara il 50% di carica in circa 20 minuti con un alimentatore da 60W, cinque minuti in più di iPhone 18 Pro; nelle prove con un caricatore da 45W iPhone Duo è arrivato al 60% in mezz’ora, con uno da 67W al 65%. Supporta anche la ricarica wireless MagSafe e Qi2 fino a 25W, con cui in mezz’ora si arriva al 39%.

Prezzo e verdetto: a chi conviene iPhone Duo

In Italia iPhone Duo costa 2.369€ nella versione da 256 GB, 2.619€ da 512 GB, 3.119€ da 1 TB e 3.869€ da 2 TB, in Bianco stellare o Cielo notturno. È disponibile dal 23 ottobre, ma ordinandolo dall’Apple Store online la consegna è indicata per il 25 gennaio, e per il ritiro in negozio Apple invita a tornare a controllare il 24 ottobre. Il prezzo è in linea con i pieghevoli di fascia alta, ma partire da 256 GB su un telefono di questa cifra è una scelta avara, e rispetto ad iPhone 18 Pro, che costa meno, si rinuncia a fotocamere migliori ed al Face ID. Immagine di iPhone Duo 256 GB: – Bianco stellare

iPhone Duo 256 GB: – Bianco stellare

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