C'è una domanda che la società italiana non può più permettersi di lasciare senza risposta: che cosa accade quando un adolescente arriva a considerare il dolore provocato a un'altra persona come una forma di divertimento? E quali processi educativi, familiari, sociali e culturali possono contribuire a determinare una progressiva perdita della percezione delle conseguenze delle proprie azioni?
L'articolo La violenza come divertimento, la noia e il confine perduto tra realtà e mondo digitale: il caso della minicar a Monteverde riapre il dibattito educativo. Dalla riflessione di Alberto Pellai a “Porta a Porta” una proposta per la scuola italiana sembra essere il primo su Orizzonte Scuola Notizie.
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