Estate 2026 da record da un punto di vista meteorologico. Estese ondate di caldo estremo hanno interessato l’Italia e buona parte dell’Europa a più riprese (specie il comparto centro-occidentale), determinate dall’espansione di robusti promontori sub-tropicali con l’avvezione di masse d’aria molto calde provenienti dall’entroterra nord-africano.
L’aspetto più rilevante è consistito soprattutto nell’alta frequenza di tali configurazioni sinottiche, nonché nella loro eccezionale persistenza. A partire dalla seconda decade di giugno e fino alla fine di agosto, infatti, si sono avuti davvero pochissimi giorni con temperature in linea con la norma.
Ne è scaturita una stagione estiva 2026 che è ufficialmente entrata nella storia, difatti come si evince dai dati dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del CNR (CNR-ISAC), l’Estate Meteorologica 2026 (inizio il 1 Giugno e fine il 31 Agosto) è stata la più calda dal 1950, facendo registrare un’anomalia di temperatura media nazionale di ben +3.5°C, con picchi fino a +3.7°C sul Sud Italia. Su scala nazionale si sono superati i precedenti record relativi al 2003 e al 2024, anche se vi è da dire che estati estremamente calde sono state un pò la costante degli ultimi quindici anni in Italia. Basti pensare che l’Estate 2025, l’Estate 2019, l’Estate 2017, l’Estate 2015 e l’Estate 2012 si posizionano immediatamente al di sotto del podio presidiato dall’Estate 2026, dall’Estate 2003 e dall’Estate 2024.
Soffermandoci sul Sannio, e più nello specifico sulla città di Benevento, ho condotto un lavoro di ricerca e di indagine climatologica, volto alla digitalizzazione e all’analisi della temperatura media stagionale relativa alle Estati dal 1924 al 2026, calcolate secondo convenzione meteorologica (Giugno, Luglio e Agosto). Per far ciò mi sono avvalso delle seguenti fonti di dati derivanti da stazioni meteorologiche professionali e a norma ai sensi della World Meteorological Organization (WMO): Stazione Meteorologica “Benevento centro Piazza Orsini”, di proprietà del sottoscritto, per le estati dal 2011 al 2026 (ubicata nei pressi di Piazza Orsini); Stazione Meteorologica “Benevento”, della Protezione Civile Campania, per le estati dal 2000 al 2010 (ubicata nei pressi del Parco Cellarulo); Stazione Meteorologica “Benevento Genio Civile”, dagli Annali Idrologici, per le estati dal 1924 al 1999 (ubicata in Via Traiano).
Il periodo preso in esame, molto vasto e di poco superiore a 100 anni, non ha permesso di avvalersi di un’unica serie di dati, difatti specie per quelli antecedenti al 2000 bisogna necessariamente utilizzare i dati della vecchia stazione meteorologica di “Benevento Genio Civile” presente sugli Annali Idrologici e rimasta attiva fino al 1999. L’operazione di “fusione” di serie di dati è scientificamente sostenibile in quanto tutte e tre le stazioni meteorologiche sono di tipologia urbana nel centro della città di Benevento, parziale eccezione per quella relativa alla Protezione Civile che si trova in posizione leggermente più decentrata nei pressi del Parco Cellarulo: l’estrema vicinanza al fiume Calore e la maggiore presenza di verde garantiscono un contesto con meno cemento e asfalto circostante. Tale aspetto fisiologicamente influisce sulla rilevazione soprattutto delle temperature minime mediamente più basse di circa 1.5°C rispetto al centro città, ove la maggiore presenza di cemento ed asfalto tende a trattenere maggiormente e più a lungo il calore accumulatosi nel corso della giornata, amplificando la cosiddetta “isola di calore”.
E’ stato impossibile analizzare, a causa della mancanza di dati, le estati dal 1943 al 1948, l’estate 1971 e le estati dal 1989 al 1993. Dunque in totale dal 1924 al 2026 è stato possibile digitalizzare e analizzare la media termica stagionale di 90 estati sulle 102 totali. Successivamente è stato rappresentato il tutto elaborando il seguente grafico:

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