Da domani, giovedì 15 ottobre, buona parte del Nord Italia può riaccendere i termosifoni, anche se il via libera non vale per tutti, perché nel nostro Paese non c’è una data unica ma un calendario fissato dal DPR 74/2013, che ha aggiornato il vecchio DPR 412/1993, e costruito sui gradi-giorno di ogni Comune, un indice che somma giorno dopo giorno di quanto la temperatura media esterna resta sotto i 20°C e che in pratica descrive con un solo numero quanto il clima è rigido d’inverno in una località.
Da sempre evidenzio un problema: l’eccessiva aggregazione di località. Sassari che è più fredda di Cagliari vede l’accensione lo stesso giorno. E i casi come questa città sono numerosi, come anche l’accensione precoce e chiusura tardiva. Andrebbe rivisto capilarmente il calendario di accensione.
Le zone climatiche, dalla F alla A
La fascia più ampia è la zona E, quella di Milano, Torino e di gran parte del Nord, dove si accende il 15 ottobre e si spegne il 15 aprile 2027 con al massimo 14 ore al giorno, e dove rientrano anche diverse aree interne del Centro e del Sud, Perugia compresa. In zona D, quella di Roma e Firenze, si aspetta il 1° novembre con 12 ore, mentre la zona C di Napoli e Bari parte il 15 novembre e chiude il 31 marzo, con 10 ore. La zona B, che comprende Palermo, accende il 1° dicembre per 8 ore, e lo stesso giorno parte la zona A di Lampedusa e Linosa, che però si ferma al 15 marzo e con appena 6 ore. Nella zona F, i Comuni montani più freddi come Belluno, non ci sono limiti, mentre altrove le ore si distribuiscono liberamente tra le 5:00 e le 23:00.Quanto caldo si può tenere in casa
Nelle abitazioni la media ponderata non deve superare i 20°C, con 2°C di tolleranza, quindi 22°C al massimo, mentre negli edifici industriali e artigianali il tetto scende a 18°C più la stessa tolleranza, e ospedali, case di cura e scuole hanno le loro deroghe.Perché quest’anno molte date slittano
I sindaci, con ordinanza motivata, possono anticipare o rinviare l’accensione, cambiare le ore e abbassare la temperatura massima, di solito per un autunno anomalo oppure per la qualità dell’aria, e il meteo di questi giorni lo spiega bene, perché con l’anticiclone tra mercoledì 14 e venerdì 16 le minime scendono sotto i 10°C lontano dal mare ma i pomeriggi arrivano a 22-23°C, dopo un settembre da record in Europa occidentale. In Emilia-Romagna, nei Comuni di pianura e nell’agglomerato di Bologna, si accende dal 1° novembre come misura compensativa del Piano Aria, legata alla sospensione del blocco dei diesel Euro 5, e spesso con il limite a 19°C. A Monza l’ordinanza sposta tutto al 22 ottobre, per clima mite e meno emissioni, ma consente fino a 7 ore al giorno se il tempo dovesse cambiare, e rinvii simili si sono visti a Brescia e in altri centri lombardi. Il cambio peraltro è dietro l’angolo, visto che dopo l’ottobrata irrompono aria fredda e maltempo, e con freddo severo l’accensione è possibile anche fuori calendario, di norma per non più della metà delle ore previste.Cosa controllare prima di accendere
Conviene verificare la zona climatica sul sito del proprio Comune o dell’ENEA, poi le ordinanze recenti, che tra ottobre e novembre cambiano spesso, e le disposizioni regionali, soprattutto in Pianura Padana. Le regole valgono per impianti centralizzati e autonomi, anche se i controlli riguardano soprattutto i condomini, e per i dubbi c’è l’amministratore, mentre sul prossimo inverno qualche scenario interessante comincia già a delinearsi.Testi ed immagini Copyright Meteogiornale.it
