Storie di personaggi che sfidano le regole del loro mondo, opere che il loro tempo giudicò scandalose: il XXVII Festival Verdi, a Parma e Busseto dall’1 al 24 ottobre 2027, si interroga su La colpa e il perdono attraverso Aroldo (1857), La traviata (1853) e Stiffelio (1850), proposte in tre nuovi allestimenti.
Ad aprire il Festival è Aroldo, che torna per la seconda volta nella storia del Teatro Regio di Parma (1, 9, 16 ottobre) dopo la Stagione di Carnevale del 1857/1858, con la direzione di Roberto Abbado e la regia di Daniele Menghini. Al Teatro Giuseppe Verdi di Busseto va in scena Stiffelio (7, 17, 21, 23 ottobre), l’opera di cui Aroldo è il rifacimento, diretta da Gianluca Capuano con la regia di Cecilia Ligorio: l’originale e la sua riscrittura, da ascoltare a poche ore di distanza. Accanto ad un’occasione d’ascolto così rara, torna al Festival dopo più di dieci anni il titolo più celebre di Verdi ed il più eseguito al mondo: La traviata sarà al Teatro Regio di Parma (2, 8, 14, 24 ottobre), con Michele Spotti sul podio e la regia di Emma Dante.
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