È una presa di posizione netta quella della Fials Benevento, che alza il livello dello scontro sulle politiche di contenimento della spesa sanitaria e lancia un vero e proprio ultimatum alle istituzioni regionali e alla direzione dell’AORN San Pio. Con una nota firmata dal segretario generale Giovanni Tommaselli, il sindacato ha formalizzato una protesta e una diffida chiedendo lo sblocco delle risorse finanziarie necessarie a garantire il funzionamento dell’ospedale sannita, l’attuazione del Piano triennale dei fabbisogni di personale e la tutela dei livelli essenziali di assistenza. Al centro della contestazione c’è il congelamento cautelativo di risorse che, secondo quanto denunciato dalla Fials, ammonterebbe a oltre 60 milioni di euro, con l’indicazione alle aziende sanitarie di parametrizzare i bilanci previsionali 2026-2027 al tetto del finanziamento indistinto storico del 2025. Una situazione che, secondo il sindacato, rischierebbe di entrare in contraddizione con il Piano triennale dei fabbisogni di personale 2025-2027 dell’AORN San Pio, approvato dalla Regione Campania con la DGR 381 del 16 luglio 2026.
“Così il turnover rischia di restare sulla carta”
Per la Fials, il nodo è soprattutto quello degli organici. Il sindacato sostiene che il contenimento della spesa possa rendere di fatto difficile concretizzare le assunzioni previste dal piano e garantire il necessario ricambio del personale. Una preoccupazione particolarmente forte considerando, sottolinea la sigla sindacale, i carichi di lavoro che graverebbero ormai da tempo sugli operatori dei presidi Rummo e Sant’Alfonso Maria de’ Liguori. Secondo la Fials, l’elevata età media del personale, sommata all’usura psicofisica provocata da turnazioni pesanti e dalla persistente carenza di organico, starebbe determinando un aumento delle situazioni di inidoneità fisica. Il sindacato contesta in maniera decisa qualsiasi interpretazione di queste problematiche come forme di quello che nella nota viene definito “assenteismo tattico”.Nel mirino anche la Legge 104
La Fials prende posizione anche sulla gestione dei permessi previsti dalla Legge 104/1992, rivendicandone la natura di diritto destinato alla tutela delle persone fragili e delle loro famiglie. Il sindacato avverte che qualsiasi tentativo di comprimere questo diritto o di collegare l’erogazione dei premi di produttività a criteri considerati meramente sanzionatori troverebbe una ferma opposizione. Un passaggio particolarmente delicato, perché si inserisce nel più ampio confronto sulla gestione del personale e sulla necessità, secondo la Fials, di evitare che le difficoltà finanziarie del sistema sanitario si traducano in una penalizzazione dei lavoratori.“Task shifting? Non a costo zero”
Altro fronte caldo è quello della riorganizzazione dei processi assistenziali. La Fials cita espressamente modelli come Lean Healthcare e See & Treat, in particolare nell’ambito dei Pronto Soccorso, e mette in guardia rispetto a un eventuale trasferimento di ulteriori competenze e responsabilità sul personale infermieristico attraverso il cosiddetto task shifting. La posizione del sindacato è chiara: eventuali nuovi modelli organizzativi non potranno essere realizzati “a invarianza di costi”. Prima della loro introduzione, secondo la Fials, dovranno esserci contrattazione integrativa e un adeguato riconoscimento economico per le nuove responsabilità attribuite al personale.La richiesta: più risorse per il Sannio
Nella diffida inviata al presidente della Regione Campania Roberto Fico, ai presidenti delle Commissioni consiliari permanenti Sanità e Bilancio e al direttore generale dell’AORN San Pio, la Fials formula tre richieste precise. La prima è lo sblocco immediato delle risorse finanziarie necessarie a dare concreta attuazione al Piano triennale dei fabbisogni di personale, con l’obiettivo di garantire le assunzioni necessarie e coprire i turni in condizioni di sicurezza. La seconda riguarda i criteri di distribuzione delle risorse del Fondo sanitario regionale. La Fials chiede di superare una logica basata esclusivamente sulla quota capitaria e di introdurre criteri di perequazione capaci di tenere conto delle specificità del territorio sannita. In particolare, il sindacato richiama orografia, dispersione territoriale e indice di invecchiamento della popolazione della provincia di Benevento. Infine, la Fials chiede di evitare l’adozione di atti o modelli organizzativi che, a suo giudizio, finiscano per scaricare sui lavoratori dell’AORN San Pio il peso del risanamento economico regionale, incidendo su diritti acquisiti, condizioni di lavoro e salari.La minaccia dello stato di agitazione
Il passaggio finale della nota alza ulteriormente il tono. In assenza di “tempestivi e concreti riscontri”, la Fials annuncia di essere pronta ad adire le vie legali e a proclamare lo stato di agitazione di tutto il personale del comparto, attivando ogni forma di mobilitazione consentita dalla legge. La vertenza, dunque, è ufficialmente aperta. Sul tavolo ci sono risorse, assunzioni e organizzazione del lavoro, ma anche una questione più ampia che il sindacato pone con forza: come garantire la sostenibilità economica del sistema sanitario senza far ricadere il costo del risanamento sugli operatori e, indirettamente, sulla qualità dell’assistenza ai cittadini sanniti. Per la Fials, il tempo delle richieste è ormai arrivato al capolinea. Ora si attendono le risposte della Regione e della direzione del San Pio. L'articolo Fials, protesta contro il blocco delle risorse: “A rischio assunzioni, sicurezza e diritti dei lavoratori al San Pio” proviene da NTR24.TV - News su cronaca, politica, economia, sport, cultura nel Sannio.Testi ed immagini Copyright Ntr24.tv
