Beatrice rimase immobile per un momento più lungo di quanto la sua compostezza le avrebbe permesso. Le mani strette intorno al bordo del tavolo sembravano tremare appena, nascosto da quelle unghie perfettamente limate. Nel silenzio teso della sala, solo il ticchettio dell’orologio a muro rompeva la quiete. «Chi ti sta guidando?» chiesi, la voce bassa […]
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