La corsa al nuovo spettro per 5G, 6G e servizi satellitari deve fare i conti con un limite fisico: alcune frequenze sono indispensabili per osservare atmosfera, oceani e territorio e non possono essere semplicemente sostituite con altre bande.
Per questo ITU e Organizzazione meteorologica mondiale (WMO) hanno rivolto un appello a governi, regolatori e comunità meteorologica perché proteggano lo spettro radio utilizzato per previsioni del tempo, allerte precoci, monitoraggio climatico e gestione delle risorse idriche. L’iniziativa accompagna la pubblicazione del nuovo manuale congiunto Use of Radio Spectrum for Meteorology: Weather, Climate, Water and Related Environmental Applications e l’apertura a Ginevra del Global ITU-WMO Seminar on Spectrum Use for Meteorology. Il manuale raccoglie indicazioni tecniche, operative e regolatorie per l’uso e la protezione delle bande impiegate da satelliti meteorologici, radar, sistemi di rilevamento dei fulmini, osservazioni da aerei e navi e reti idrologiche.
Il punto è che molti sensori meteorologici non scelgono liberamente dove operare. Alcune misure dipendono da debolissimi segnali naturali emessi a frequenze specifiche dall’atmosfera, per esempio per ricavare informazioni su temperatura o vapore acqueo. “La meteorologia si basa su bande specifiche, determinate non per scelta ma dalle proprietà fisiche dell’atmosfera stessa”, ha spiegato la segretaria generale della WMO, Celeste Saulo. Interferenze su queste frequenze possono quindi ridurre accuratezza e disponibilità dei dati utilizzati per previsioni e sistemi di allerta.
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