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Tecnologia

Sensore neuromorfico: rileva l'umidità a distanza con estrema precisione

Siamo abituati a pensare ai sensori come qualcosa che normalmente misurano qualcosa e passano l’informazione a un sistema che dovrà elaborarla. Ma cosa succederebbe se un componente di questo genere potesse anche ricordare ciò che ha appena percepito, un po’ come avviene nelle sinapsi del nostro cervello? Beh, ci troveremmo di fronte a un interessante punto di partenza, utile in svariati settori, dalla casa smart, alla robotica, e molto altro È proprio questa la particolarità di un dispositivo sviluppato da ricercatori di Corea del Sud, India e Australia., ma come funziona? Si tratta di un memristore sensibile all’umidità, capace di rilevare la presenza di un dito umido persino quando questo rimane a 1 millimetro di distanza, quindi senza alcun contatto fisico. Il dispositivo si basa di uno strato poroso di pirofosfato di nichel (Ni₂P₂O₇) inserito tra altri materiali conduttivi, ma è il principio a essere interessante. Quando le molecole d’acqua vengono assorbite dal materiale, ne modificano la struttura elettronica e aumentano la conducibilità. L’umidità diventa quindi una sorta di segnale capace di modificare la resistenza elettrica.


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