Ebbene sì, cari lettori. Come avrete potuto notare un po’ tutti, continua a non piovere. Se escludiamo qualche violento nubifragio di alcuni giorni fa e una passata abbastanza generosa sulle regioni tirreniche e sul Nord Italia a metà mese, da una decina di giorni tutto tace. Inoltre, non stiamo parlando di qualcosa di localizzato: la situazione meteo continua a destare preoccupazione su buona parte dell’Europa.
Mancano i fronti
Da diverso tempo, infatti, le precipitazioni risultano insufficienti in molte aree del continente e anche sul nostro Paese, nonostante alcuni episodi di maltempo abbiano recentemente interessato diverse regioni. Anche se c’è stato qualche momento in cui è piovuto in modo consistente, è facile intuire che la scarsità di precipitazioni, per giunta concentrate in poche ore, non giovi certo a contrastare la siccità. La carenza di piogge rimane infatti una delle principali criticità degli ultimi mesi, soprattutto al Centro-Sud, ma anche in diverse aree del Nord-Ovest. Le piogge, laddove si sono verificate, sono state spesso troppo irregolari e localizzate, mentre i nubifragi estivi possono dare sollievo solo dove colpiscono e, quando ritorna il sole, i terreni si asciugano in fretta.
Che cosa sta succedendo
Alla base di questa situazione, che oramai sta diventando grottesca, c’è la persistente configurazione meteo che interessa il Mediterraneo. ovvero un promontorio ostinato e mai domo. Il flusso perturbato atlantico continua a rimanere troppo a nord e fatica a scendere verso latitudini più meridionali, impedendo alle perturbazioni di raggiungere con continuità l’Italia. E di fatti l’anticiclone subtropicale risulta il nostro fedele compagno di viaggio, volenti o nolenti. Basti pensare che oramai ci accompagna anche nella stagione in cui dovrebbe piovere con grande frequenza, ovvero i mesi di ottobre e novembre. La mancanza di piogge regolari, associata a temperature ancora elevate, potrebbe paradossalmente aggravare le difficoltà già presenti nei terreni e nelle colture. E stiamo parlando di periodo ottobrino! Si tratta di una fase in cui le piogge dovrebbero cadere con una discreta frequenza e soprattutto in maniera molto estesa e duratura nel tempo.
Quando potrebbe arrivare una svolta?
È una domanda inevitabile, che però ci facciamo da diversi giorni, e purtroppo i modelli non riescono a inquadrare per bene la fine di questo scempio climatico. Basti dire che, guardando ai prossimi dieci giorni, al momento non si intravedono precipitazioni diffuse e organizzate in grado di modificare sostanzialmente il quadro meteo a livello del bacino del Mediterraneo. Se diamo uno sguardo al modello americano GFS, la situazione è veramente drammatica: alta pressione pressoché permanente. Secondo quello europeo ECMWF, invece, potrebbero verificarsi alcuni disturbi, soprattutto lungo il versante adriatico, ma si tratterebbe con ogni probabilità di fenomeni localizzati e complessivamente modesti.
Decisamente poco…
Se proprio vogliamo vedere una tendenza a lungo termine, emerge un cambiamento tra il 12 e il 14 ottobre. Ma praticamente non ne vogliamo neanche parlare, perché si tratta di uno scenario che, allo stato attuale, si colloca a quasi due settimane di distanza. Di conseguenza, il grado di affidabilità è ancora molto basso e, dato che spesso queste ipotesi a lungo termine vengono modificate o spostate nel tempo, non analizziamo neanche la reale possibilità di questo cambiamento. Ne consegue che il ritorno della pioggia sta diventando una chimera. Nei prossimi giorni sarà necessario verificare se i modelli continueranno a confermare il possibile cedimento dell’anticiclone, oppure se questa figura meteo continuerà a dettare legge anche fino a metà mese. Ricordiamo che, per poter parlare di fine del dominio anticiclonico, servono segnali molto più solidi. Perché fino ad adesso quello che è emerso è qualcosa di molto debole e lontano nel tempo.
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