Un masso, una gola dello Utah, un coltellino dalla lama spuntata. In 127 ore di Danny Boyle all'alpinista Aron Ralston servono cinque giorni per capire che, se vuole tornare alla vita, dovrà lasciare nella roccia un pezzo di sé. E James Franco, candidato all'Oscar per quel ruolo, trasforma il gesto più atroce in un rito di rinascita. Sacrificare qualcosa per fondare qualcos'altro: è la più antica delle lezioni.
Virgilio la condensa in un solo verso, nel primo libro dell'Eneide: Tantae molis erat Romanam condere gentem, tanta fatica costava fondare la stirpe romana.
Ecco perché l'appuntamento romano sembra scritto da un ottimo sceneggiatore. Sabato 3 ottobre, alle 17, al Museo dell'Ara Pacis, Franco presterà la sua voce alle poesie di Gabriele Tinti ispirate al rilievo di Enea sacrificante ai Penati, sul fronte dell'altare che il Senato volle consacrare alla pace di Augusto. Un reading d'eccezione che costituisce il penultimo appuntamento dal vivo della residenza poetica di Tinti nei Musei in Comune di Roma, sostenuta da Cinecittà in collaborazione con The Rome Edition.
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