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Tecnologia

Paesi Bassi ed EOS sviluppano un laser per la difesa antidrone

Abbattere un drone economico con un missile costoso è un problema che diventa ancora più serio quando i bersagli arrivano in gruppo, e visto che le recenti guerre hanno ormai insegnato la lezione anche ai paesi non coinvolti, questo modus operandi non viene nemmeno più preso inconsiderazione. Le difese devono reagire in fretta, ma ogni intercettazione consuma munizioni che vanno prodotte, trasportate e rimpiazzate, ed è per questo che i laser stanno attirando l’attenzione delle forze armate, diventando la soluzione maggiormente presa in considerazione. L'esercito USA ha già diverse armi di questo tipo e molti progetti che puntano al miglioramento, ma ci sono altri paesi che sanno bene che la strada da perseguire sia ormai questa. I Paesi Bassi sono tra questi, e proprio di recente hanno firmato una lettera d’intenti con l’azienda australiana Electro Optic Systems (EOS) per sviluppare Apollo, un sistema laser di classe 100 kW, fino a renderlo impiegabile come arma di difesa aerea. L’accordo prevede anche di valutare una produzione nei Paesi Bassi, con una filiera europea. L’acquisto di più unità è un’intenzione legata al buon esito dello sviluppo, non un ordine già definito. Ma come ferma un drone questa arma laser?


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