Le funzioni di localizzazione sono qualcosa di cui non potremmo più farne a meno, perché non solo di permettono di usare al meglio i navigatori, ma anche di muoverci tra ristoranti, luoghi pubblici di interesse, e anche di trovare il nostro dispositivo. Il problema nasce quando quelle coordinate diventano una cronologia capace di raccontare abitudini, spostamenti e interessi di una persona, e magari queste vengono sfruttate a sua insaputa, non per forza per fini illeciti, ma banalmente perché quei dati non dovevano venire conservati per legge.
Proprio per questo i dati sulla posizione sono finiti al centro di una delle sanzioni più pesanti inflitte dal garante irlandese della privacy. Google dovrà pagare 403 milioni di euro e adeguare entro sei mesi il trattamento di questi dati alle regole del GDPR. L'indagine, iniziata nel 2020 dopo le segnalazioni di organizzazioni europee dei consumatori, riguarda il periodo compreso tra maggio 2018 e febbraio 2020.A tutti gli effetti non si parla di una sola impostazione, perché sotto esame sono finite Web & App Activity, Location History e Location Accuracy. La prima può memorizzare attività effettuate sui servizi Google, comprese informazioni sulla posizione; la seconda costruisce una cronologia degli spostamenti; la terza permette ad Android di localizzare un dispositivo con maggiore precisione rispetto al solo GPS.
Piccolo prezzo per un ottimo smartphone? Honor 400 Lite, compralo al miglior prezzo da Amazon Marketplace a 130 euro.
CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE
Testi ed immagini Copyright Hdblog.it
