• VENERDÌ 18 SETTEMBRE 2026 - S. Irene vergine
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Economia

Il medico ha diagnosticato tardi il tumore, ho diritto al risarcimento?

Il tumore viene scoperto oggi. Il possibile errore medico può risalire a mesi prima, a un esame che avrebbe dovuto portare ad altri accertamenti. È quello che accade quando, dopo la diagnosi, si tornano a leggere una mammografia, una Tac, un referto o le visite precedenti e emerge un segnale che meritava di essere approfondito. Si apre allora il problema della diagnosi tardiva del tumore e del possibile risarcimento. La diagnosi precoce è uno snodo centrale dei percorsi oncologici e, quando viene contestato un ritardo, la ricostruzione parte da ciò che il medico aveva davanti prima che la malattia fosse accertata. Il diritto al risarcimento nasce se quel passaggio diagnostico era dovuto e il ritardo ha inciso sulla condizione del paziente. Il medico doveva diagnosticare il tumore prima? L’errore diagnostico può configurarsi se , con i sintomi, gli esami e le informazioni disponibili in quel momento, il medico avrebbe dovuto riconoscere il tumore o prescrivere altri accertamenti. “Il fatto che la malattia fosse già presente, da solo, non dimostra l’errore”. La valutazione si fa tornando al giorno della visita, della mammografia, della Tac o dell’altro esame contestato. Un tumore può essere già presente senza essere ancora riconoscibile; al contrario, un esame definito negativo può contenere un segno che richiedeva un approfondimento. L’errore può emergere se un’immagine viene interpretata male, un sintomo viene sottovalutato, manca la prescrizione dell’esame necessario oppure un risultato dubbio viene lasciato senza seguito. Lo stesso vale per una biopsia non disposta, un controllo rinviato o un follow-up che avrebbe dovuto essere programmato. Il Tribunale di Pisa, con sentenza n. 763 del 2026, offre un esempio ...
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