Sono Alex Fusaro, prof di musica nelle scuole superiori… ma sono anche un cantautore. Unisco scuola e musica guidando I Fuori Classe, un collettivo studentesco che è molto più di una tradizionale band. Attraverso sonorità contemporanee affrontiamo cultura, sentimenti e questioni sociali tra pari: dalla valorizzazione della donna in Unica alla filosofia di Panta Rei, fino Giovane Holden, per a?rontare una delle condizioni più complesse dell’adolescenza: sentirsi fuori posto, non compresi dagli adulti e incapaci di trovare una direzione.
Holden Caulfield continua a parlare ai giovani nonostante siano trascorsi molti decenni dalla pubblicazione del romanzo di J.D. Salinger. Dietro la sua ribellione, l’espulsione da scuola e la fuga si nascondono una grande inquietudine e una profonda di?coltà nel comunicare con “il mondo dei grandi”. Nel mio percorso da insegnante ho incontrato ragazzi che attraversavano momenti simili: non necessariamente visibili dall’esterno, ma fatti di solitudine, paura del giudizio
e incapacità di dare un nome a quello che provavano.
Con questa canzone non volevamo limitarci a descrivere il disagio. Volevamo indicare
una possibilità: aprirsi, parlare e trovare il coraggio di chiedere aiuto. Nel brano
cantiamo “Non sprofondare mai, chiedi aiuto e vedrai”. È una frase semplice, ma
rappresenta il centro di tutto il progetto. Troppo spesso un adolescente teme che
confidare una propria fragilità significhi essere debole, diverso o sbagliato. Anche il
bullismo e la paura di essere derisi possono spingere a chiudersi. Al contrario, riuscire a parlare con un adulto, un insegnante, un familiare, un amico o una figura competente può essere il primo passo per non restare soli dentro quel dolore.
Il videoclip, realizzato da James D. Dawson, traduce questo passaggio in immagini. Le
scene nelle quali suoniamo il brano, indossando gli abiti Carrera Jeans che sostiene i
valori del progetto, sono state girate all’Istituto Don Bosco di Verona, la scuola che ospita il progetto in collaborazione con il LABoratorio d’Impresa 5.0. Alla dimensione reale della band si alterna il viaggio del protagonista, interpretato da Evan Capozzi, batterista de I Fuori Classe. Attraverso la post-produzione e l’integrazione dell’intelligenza artificiale, James ha trasportato Evan in una New York fatta di luci al neon, strade, caos e solitudine. L’intelligenza artificiale, tema oggi molto presente anche nel dibattito scolastico, non è stata utilizzata per sostituire la creatività, ma come uno strumento espressivo capace di ampliare ciò che avevamo immaginato. La città diventa così la proiezione dello stato interiore del nostro giovane Holden: è circondato da persone e immagini, ma continua a sentirsi solo e fuori posto. La scena per me più importante è quella nella quale il protagonista riesce finalmente a fermarsi e a parlare con un adulto. Non volevamo suggerire che una conversazione
possa cancellare immediatamente ogni so?erenza, ma mostrare il momento in cui
qualcosa comincia a cambiare: Holden comprende di non essere solo e che il proprio
disagio può essere condiviso e a?rontato. È il punto nel quale la fuga lascia spazio alla possibilità di fidarsi.
Presentare inoltre il videoclip in anteprima all’Hotel Excelsior del Lido di Venezia, nello
spazio della Regione del Veneto–Veneto Film Commission durante l’83ª Mostra
Internazionale d’Arte Cinematografica, ha dato a questo lavoro un significato ancora
più speciale. Nella stessa occasione abbiamo raccontato anche la web serie che segue I Fuori Classe fin dalla nascita: dalle selezioni alle prove, fino alla costruzione condivisa dei brani. Grazie al percorso avviato da Rock And Love e alla prestigiosa collaborazione discografica con Saifam Group, oggi quello de I Fuori Classe può crescere come un progetto rivolto a un pubblico nazionale. La nostra ambizione è proporre un modello nel quale musica, scuola e società possano incontrarsi, senza rinunciare alla qualità artistica né alla responsabilità delle parole.
Spero che chi guarderà il videoclip possa riconoscere una parte di sé nel nostro giovane Holden. Ma spero soprattutto che, se si sente perso, comprenda di non dover trovare necessariamente la strada da solo. Sbagliare fa parte della crescita; chiedere aiuto può essere il primo vero atto di coraggio.
Testi ed immagini Copyright tg24.sky.it
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