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Tecnologia

I sensori anti-drone ora si muovono: l?US Army prova i robot in prima linea

Con i piccoli droni le problematiche sul campo di battaglia si sono acuite parecchio, perché ora per individuare in tempo questi mezzi sfuggenti, i sensori devono spesso trovarsi proprio nelle zone dove è più pericoloso mandare un soldato. Da qui nasce un’idea apparentemente semplice, ovvero invece di proteggere l’operatore, forse sarebbe meglio allontanarlo del tutto dalla minaccia. Durante l’esercitazione Project Convergence-Capstone 6 dell’US Army è stato sperimentato un veicolo terrestre senza equipaggio capace di trasportare autonomamente un sistema per individuare droni. A combinarli sono state L3Harris Technologies e ARX Robotics, installando il sistema CORVUS-RAVEN sul robot modulare GEREON. Il risultato è un mezzo avveniristico, che vale la pena approfondire un po'. CORVUS-RAVEN è in grado di rilevare passivamente i segnali elettronici associati a possibili droni, ricavandone anche la direzione. Passivamente significa che il sensore ascolta ciò che accade nello spettro radio senza dover necessariamente trasmettere, e questo riduce così la possibilità di rivelare la propria posizione.


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