Ring ha annunciato nelle scorse ore una nuova tecnologia per migliorare la privacy dei video registrati dalle sue videocamere di sicurezza. Si chiama TAKE, acronimo di Throw Away the Key Encryption, ed è inquadrata come una sorta di “quasi cifratura end-to-end”, senza rinunciare ai vantaggi delle soluzioni cloud, incluse le funzioni AI più avanzate come riconoscimento di persone e pacchi, ricerca intelligente nei filmanti e descrizioni testuali di ciò che accade nei video. Il compromesso ideale (almeno, secondo Ring) tra funzionalità e sicurezza.
Dal punto di vista tecnico, il principio è di usare chiavi di cifratura uniche che cambiano continuamente, ogni cinque minuti di registrazione. Ring conserva una copia temporanea delle chiavi per consentire l’elaborazione delle funzioni cloud, ma le elimina definitivamente dopo 24 ore. Trascorso questo periodo, le chiavi restano esclusivamente nelle mani dell’utente. TAKE è basata sullo standard aperto Messaging Layer Security (MLS) e si ispira ai principi della crittografia end-to-end, anche se, come dicevamo, non lo è fino in fondo, visto che, anche se per poco tempo, Ring è in possesso delle chiavi crittografiche.Ring sottolinea che le chiavi vengono generate e ruotate in un ambiente isolato e altamente protetto ospitato sull’infrastruttura AWS. Se l’utente perde l’accesso ai propri dispositivi, sono previsti diversi sistemi di recupero, tra cui passphrase, passkey, dispositivi autorizzati e procedure di ripristino legate alla videocamera stessa. Sui modelli più recenti, gli utenti potranno comunque scegliere tra TAKE e la crittografia end-to-end vera e propria, in cui le chiavi sono sempre e solo in possesso del mittente e del destinatario dei dati, mai di un tramite, neanche per poco tempo. Le videocamere meno recenti, invece, supporteranno esclusivamente TAKE.
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