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Tecnologia

NASA apre ai privati la preparazione delle missioni spaziali

Prima che un satellite salga sulla punta di un razzo per essere inviato in orbita, si passa sempre per una fase poco spettacolare, ma decisiva. Parliamo di tutta la preparazione, il controllo che il mezzo sia stato realizzato a dovere e che soprattutto funzioni, l'integrazione con l'hardware di volo e infine la consegna al sito di lancio. Questa parte della catena spaziale sta diventando sempre più commerciale, e non stupisce che la NASA abbia selezionato All Points Logistics, Blue Origin, Firefly Aerospace e L3Harris Technologies come nuovi fornitori di strutture e servizi per il cosiddetto payload processing, cioè la preparazione dei carichi utili prima del lancio. Il numero di missioni e soprattutto dei possibili luoghi di partenza sta aumentando parallelamente a ciò che è possibile fare in orbita, e non potrà che peggiorare visti i nuovi progetti. Appare evidente che affidarsi esclusivamente alle infrastrutture tradizionali rischia di creare colli di bottiglia, mentre il nuovo meccanismo permette all'agenzia di acquistare capacità commerciali anche in località dove queste possibilità non erano disponibili quando il contratto originale era stato assegnato.


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