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Tecnologia

Apple e Meta tornano a collaborare dopo anni di scontri: il nuovo modello AI di Zuckerberg gira in locale sui Mac Studio

Apple e Meta tornano a collaborare dopo anni di scontri: il nuovo modello AI di Zuckerberg gira in locale sui Mac Studio Dopo anni di frecciate su privacy e modelli di business, Apple e Meta tornano a lavorare insieme, ed a farle riavvicinare è l’intelligenza artificiale. Meta ha presentato Muse Spark Open, un nuovo modello AI open-weight che secondo l’azienda è il più potente mai sviluppato negli Stati Uniti in questa categoria, e per dimostrarne le capacità lo ha fatto girare interamente in locale sui nuovi Mac Studio con M5 Ultra, lavorando a stretto contatto con Apple. A raccontare i retroscena è Axios, che ha parlato con Alexandr Wang, il responsabile dell’AI di Meta. Wang ha commentato la ritrovata intesa con una battuta: “Siamo felici che mamma e papà vadano di nuovo d’accordo”. Apple presenta il nuovo Mac Studio con M5 Max ed M5 Ultra: fino a 512GB di memoria per l'AI in localeLeggi anche

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816 miliardi di parametri su due o quattro Mac Studio

Muse Spark Open è un modello simile a Muse Spark 1.3, nativamente multimodale e con 816 miliardi di parametri complessivi, pensato per attività lunghe ed articolate come lo sviluppo software avanzato ed i compiti che richiedono un ragionamento in più passaggi. Meta ha collaborato con Apple per farlo funzionare in locale su due o quattro Mac Studio collegati fra loro, con chip M5 Ultra ed il framework MLX di Apple. Il modello è gratuito da scaricare, con una licenza che ne consente anche l’uso commerciale, e sarà disponibile anche tramite fornitori cloud e strumenti per sviluppatori. Secondo Axios, poter far girare un modello di queste dimensioni su hardware Apple dimostra come le aziende possano costruire i propri sistemi AI con alternative alle GPU Nvidia ed ai modelli proprietari delle grandi società di intelligenza artificiale.

Una collaborazione nata da mesi

Secondo Wang le due aziende lavorano insieme da diversi mesi, ed un ruolo importante l’ha avuto Daniel Gross, ex dirigente di Apple oggi in Meta, che avrebbe aiutato a far dialogare le due parti. È un cambio di passo notevole, se si pensa alla storia recente. Nel 2018, nel pieno dello scandalo Cambridge Analytica, a Tim Cook fu chiesto cosa avrebbe fatto al posto di Zuckerberg, e la sua risposta fu “Non mi troverei in questa situazione”. Zuckerberg definì quelle parole “estremamente superficiali”. Lo scontro si è poi inasprito nel 2021, con le nuove protezioni della privacy di iOS che hanno colpito il cuore del business pubblicitario di Facebook: secondo il Wall Street Journal, Zuckerberg arrivò a dire ai dipendenti che bisognava “infliggere dolore” ad Apple. muse from meta aiLeggi anche

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Perché conviene ad entrambe

La collaborazione non significa che le due aziende abbiano risolto le loro divergenze, ma secondo Axios dimostra che non impediscono più di lavorare insieme quando gli interessi coincidono. Meta ha tutto l’interesse a far arrivare i suoi modelli al maggior numero possibile di persone, mentre Apple può mostrare cosa sono in grado di fare i suoi computer più potenti. C’è poi un aspetto che tocca proprio il punto su cui le due aziende si sono scontrate di più: visto che il modello gira in locale, Meta non riceve le richieste degli utenti né altre informazioni. Wang ha spiegato che l’azienda non ha alcun controllo né visibilità su come gli sviluppatori usano il modello. Axios ricorda però anche il rovescio della medaglia: rendere disponibili modelli così potenti in forma aperta solleva il timore che qualcuno ne rimuova le protezioni per usarli in attacchi informatici o per minacce biologiche. Resta da capire se questo sia l’inizio di un rapporto più ampio. Per ora Apple aiuta a dimostrare che i modelli di Meta possono funzionare sui suoi computer, ma un passo molto più importante sarebbe l’integrazione dei modelli di Meta in Apple Intelligence. Wang ha ammesso che le due aziende continueranno a farsi concorrenza in alcuni settori, ma che questo non deve impedire di collaborare: “Dove ha senso collaborare e fare partnership, vogliamo poterlo fare”. John Ternus CEO AppleLeggi anche

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