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Tecnologia

Spotifast è come dovrebbe essere il client desktop ufficiale di Spotify

Il client ufficiale di Spotify per sistemi desktop non è necessariamente l’app più ottimizzata e parca nei consumi che esista al mondo: è perché sostanzialmente è quello che si chiama un wrapper - di fatto un browser Web molto specializzato che carica in un ambiente dedicato il sito internet. È un po’ una semplificazione, intendiamoci, ma il concetto di fondo è questo: non è un’app nativa, e se lo fosse consumerebbe meno risorse, soprattutto la RAM. Esattamente come fa Spotifast, insomma. Si tratta di un client di terze parti open source sviluppato in Rust, che secondo il suo autore consuma grossomodo tra 150 e 200 MB di RAM, laddove il client ufficiale ha un range che va da 600 MB e arriva addirittura a 1 GB. Lo sviluppatore si è impegnato molto per realizzare un’interfaccia grafica del tutto simile a quella del client ufficiale, aggiungendo però alcune funzionalità extra che lo rendono ancora più versatile - per esempio un visualizer integrato nella barra di riproduzione, numerose scorciatoie da tastiera e strumenti per organizzare le playlist.


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