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Tecnologia

Siamo spiati e non si può fare nulla, falso: guida alla privacy per il cittadino digitale

Siamo arrivati quasi a considerare la perdita della privacy come il prezzo inevitabile da pagare per utilizzare Internet, uno smartphone o qualsiasi altro dispositivo connesso. “Tanto i nostri dati li hanno già” è diventata una buona ragione per non preoccuparsene più. Molte volte però, veniamo accompagnati verso scelte che sembrano obbligatorie perché vogliamo iniziare a utilizzare subito ciò che abbiamo davanti. Accendiamo uno smartphone, installiamo un’applicazione, configuriamo una Smart TV e iniziamo a premere “Accetta”, “Continua”, “Avanti”. Subito dopo compaiono richieste che riguardano i sensori del dispositivo o il modo in cui verranno usati i nostri dati. Spesso basta un click in più e qualche secondo di attenzione per evitare di autorizzare ciò che non ci serve. Questo non impedirà a un servizio di raccogliere le informazioni necessarie per funzionare, ma può interrompere quella cascata di concessioni che finiamo per lasciare attive quasi senza accorgercene. È questo, in fondo, il senso della cyber igiene. Poche abitudini semplici e ripetibili per usare la tecnologia con maggiore consapevolezza, riducendo ciò che esponiamo senza necessità. Non richiede competenze tecniche particolari, ma attenzione nei momenti in cui facciamo una scelta.


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