Con la crisi climatica non cambiano solo le temperature e la frequenza dei fenomeni estremi: cambiano anche i criteri di valutazione del rischio e, di conseguenza, le polizze assicurative a protezione di ciò che esiste - come un albergo o un campo coltivato - e di ciò che deve essere ancora realizzato - un investimento.
Il discorso si è invertito: dalla valutazione ex post del danno si è passati alla capacità di prevenirlo. É una questione di adattamento, e chi lo farà prima riuscirà a sopravvivere, spiega Piergiorgio Vella di WTW. Si pensi ad esempio ai rischi emergenti per chi investe in un albergo o in uno stabilimento balneare: strutture concepite sulla base di parametri climatici e ambientali ben definiti, e oggi invece esposti a una forte instabilità e all'imprevedibilità meteorologica. Se le condizioni cambiano (fa più caldo), l'investitore non ha più certezze sui tempi di recupero del capitale (i turisti diminuiscono).
IL CASO DEGLI URAGANI NEI CARAIBI
Risulta dunque evidente quanto sia fondamentale la quantificazione del rischio, valutando ad esempio la probabilità che un territorio, un ecosistema o un'infrastruttura subiscano gli effetti di un evento atmosferico. Questo consente di anticipare i possibili scenari e di intervenire dove è più utile.Il miglior top gamma Android? Oppo Find X9 Pro, in offerta oggi da eBay a 1,059 euro oppure da Comet.it a 1,199 euro.
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