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Tecnologia

POS e scontrini, aumentano gli incassi dichiarati: ecco i primi dati del 2026

Nei primi nove mesi del 2026 sono stati trasmessi al Fisco circa 267,5 milioni di scontrini in più rispetto allo stesso periodo del 2025, con un aumento dell'1,9%. È cresciuto anche l'importo complessivo delle vendite dichiarate, salito di 13,5 miliardi di euro (+4,1%), al netto di resi e annullamenti. Sono i dati aggiornati al 30 settembre dall'Agenzia delle Entrate e riportati dalla Corte dei conti durante un'audizione parlamentare sul Documento programmatico di finanza pubblica (DPFP).

Dall'inizio dell'anno è obbligatorio abbinare i POS ai registratori telematici utilizzati per gli scontrini. La misura serve a contrastare l'evasione fiscale, permettendo all'Agenzia delle Entrate di confrontare più facilmente i pagamenti elettronici ricevuti dai commercianti con gli importi delle vendite registrate. In presenza di differenze, diventa più semplice individuare eventuali irregolarità.

I primi risultati sembrano incoraggianti, anche perché l'aumento degli importi comunicati al Fisco è proseguito dopo la fine della stagione turistica. I 13,5 miliardi di euro in più, però, non sono tasse recuperate dall'evasione. Si tratta della crescita del valore imponibile delle vendite registrate rispetto allo scorso anno. È possibile che il nuovo sistema abbia contribuito a far emergere incassi che prima non venivano dichiarati, ma sull'aumento possono aver inciso anche i consumi e l'inflazione.

Tra gennaio e agosto, secondo i dati del Ministero dell'Economia e delle Finanze, le entrate IVA sono cresciute di 4,5 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo del 2025 (+3,9%). Di questi, 3,3 miliardi provengono dagli scambi interni. L'aumento maggiore è stato registrato nel commercio (+6,2%), decisamente superiore a quello dei servizi privati (+1,7%) e dell'industria (+1,8%).

La Corte dei conti ritiene possibile che il collegamento obbligatorio tra POS e registratori telematici abbia contribuito all'aumento delle entrate IVA, ma per capire quanto abbia effettivamente inciso serviranno ulteriori verifiche, anche attraverso le liquidazioni periodiche e le dichiarazioni annuali. Per le imposte dirette e l'IRAP bisognerà invece attendere il 2027, quando saranno presentate le dichiarazioni dei redditi relative al 2026.


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