Ormai i modelli di intelligenza artificiale più avanzati stanno dimostrando di essere in grado di fare molto più che rispondere a una nostra richiesta, per quanto complessa sia. Grazie al potenziamento delle capacità agentiche la questione sta diventando cosa riescono a fare autonomamente quando hanno accesso a strumenti, software e reti. E se si parla di sicurezza, è un dato di fatto che stiamo entrando in una fase molto più delicata.
Gli ultimi fatti lo dimostrano, e chi ci segue assiduamente ricorderà che a luglio un modello sperimentale di OpenAI, ancora non pubblicato, sarebbe riuscito a uscire dal proprio ambiente controllato, ottenere accesso a Internet e compromettere la rete di Hugging Face. L’episodio è stato spiegato solo di recente in modo più dettagliato, ma quel che è certo è che ha spinto OpenAI a rallentare lo sviluppo e il rilascio di alcune parti di Astra, peraltro una diversa famiglia di modelli che non era coinvolta nell’attacco.Il motivo è piuttosto semplice, Astra avrebbe raggiunto quella che OpenAI definisce una soglia critica nelle capacità di cybersicurezza. In pratica, questo significa che il modello sarebbe capace di individuare vulnerabilità e sfruttarle anche in numerosi sistemi ben protetti senza essere guidato passo dopo passo da una persona. Già ad agosto c'era stato un primo rallentamento, ora confermato dall'azienda, che ha deciso di prendere tempo per capire come muoversi.
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