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Tecnologia

La PEC compie 20 anni e guarda all'Europa: cosa cambierà con la PEC qualificata

Vent'anni fa nasceva uno strumento destinato a cambiare profondamente il rapporto tra cittadini, imprese e Pubblica
Amministrazione. Oggi la Posta Elettronica Certificata è diventata una delle infrastrutture digitali più diffuse in Italia, con oltre 20 milioni di caselle stimate attive e circa 3,5 miliardi di messaggi che, secondo le previsioni, saranno scambiati nel corso del 2026. Numeri che testimoniano il successo di un sistema capace di rendere più semplici, rapide ed economiche comunicazioni che in passato richiedevano il ricorso alla posta tradizionale e a procedure prevalentemente cartacee. Ma dopo due decenni la PEC si trova davanti a una trasformazione probabilmente ancora più significativa della sua introduzione. Il futuro della posta certificata sarà infatti sempre più legato all'Europa, all'adozione di standard comuni e allo sviluppo di nuovi servizi che potrebbero modificare il modo in cui cittadini e aziende gestiscono le comunicazioni ufficiali. È questo il tema centrale del convegno “PEC. Eccellenza italiana, futuro europeo”, organizzato da Aruba il 22 ottobre 2026 presso il Tempio di Vibia Sabina e Adriano, a Roma. Una mattinata di confronto tra istituzioni, operatori tecnologici e rappresentanti del mondo imprenditoriale, dedicata non soltanto a celebrare i risultati raggiunti, ma soprattutto a individuare le condizioni necessarie per accompagnare l'evoluzione della PEC verso un sistema europeo interoperabile.


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