Meno neve, meno ghiaccio e una disponibilità d’acqua destinata a cambiare sensibilmente nei prossimi decenni. Al Festival dell’Acqua 2026 sono stati presentati i primi risultati di IT-WATER, progetto coordinato da Fondazione CIMA che costruisce scenari ad alta risoluzione sull’evoluzione delle risorse idriche italiane fino al 2070.
Il progetto combina scenari climatici, modelli fisici del ciclo dell’acqua e calcolo ad alte prestazioni. L’obiettivo è tradurre i segnali climatici in effetti concreti su neve, ghiacciai, evapotraspirazione, umidità dei suoli e portate dei fiumi. Per farlo vengono utilizzati i modelli S3M, dedicato a neve e ghiacciai, e Continuum, dedicato alle componenti idrologiche. Le simulazioni coprono tutto il territorio nazionale con una risoluzione tra 200 e 500 metri e potranno essere analizzate anche a scala regionale e di bacino.
I primi risultati indicano una possibile riduzione della risorsa idrica nivale in tutta Italia, con cali attorno al 50% e oltre sotto i 2mila metri. È un dato particolarmente rilevante perché proprio tra 1.500 e 2.000 metri si concentra una parte importante della fusione primaverile, cruciale all’inizio della stagione irrigua. Le diminuzioni più forti sono attese sugli Appennini, più vulnerabili anche per le quote mediamente inferiori rispetto alle Alpi. Anche per i ghiacciai gli scenari mostrano un arretramento significativo. In Valle d’Aosta, al 2070, la risorsa idrica glaciale potrebbe dimezzarsi anche nello scenario compatibile con l’Accordo di Parigi. Risultati analoghi o peggiori emergono nelle altre regioni glacializzate del Nord.
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