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Tecnologia

I Paesi Bassi vogliono ridurre la dipendenza da Microsoft: parte il progetto DAWO

Le limitazioni all’accesso di hardware e software stanno diventando uno strumento sempre più apprezzato dal governo degli Stati Uniti nello scenario politico internazionale, ma tendono ad avere degli effetti collaterali piuttosto importanti che ormai sono diventati molto palesi: e cioè che chi riceve le sanzioni si vede costretto a rimboccarsi le maniche e fare da sé, con il rischio, nel lungo termine, di erodere una supremazia tecnologica che ormai molti davano per scontata e quasi inevitabile. L’abbiamo visto a livello macroscopico con la Cina e l’intelligenza artificiale, e pare che la storia sia destinata a ripetersi, più in piccolo, anche in Europa, nello specifico nei Paesi Bassi. Qualche tempo fa il governo americano ha infatti imposto alcune sanzioni alla Corte penale internazionale dell'Aia, che hanno comportato tra le altre cose la perdita dell'accesso ai servizi Microsoft da parte del procuratore capo dell'istituzione. L'episodio ha evidenziato un problema più ampio per le amministrazioni pubbliche europee: che un governo straniero possa influenzare l'accesso a strumenti digitali considerati essenziali. Fino a qualche anno fa era un'ipotesi pressoché incontemplabile, vista la stretta alleanza tra USA ed Europa, ma l'avvento al potere di Trump ha messo tutto in discussione. Da qui la decisione olandese di ripensare parte dell'infrastruttura tecnologica statale, dai sistemi operativi al software per la produttività, fino ai servizi cloud.E così il governo olandese ha dato il via al progetto noto come DAWO, acronimo di Digitaal Autonome Werkomgeving Overheid. L’obiettivo è, se non completamente debellare, quantomeno minimizzare la dipendenza dalle piattaforme sviluppate o controllate negli Stati Uniti. Il progetto è supervisionato dal Ministero dell'Interno e delle Relazioni con il Regno e coinvolge tre fornitori pubblici: SSC-ICT, DICTU e DUO-ICT. Il denominatore comune è NixOS, una distro Linux in circolazione da una ventina d’anni ormai.


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