ATTENZIONE — Tutto il materiale presente in questo articolo è coperto da Copyright Hdblog.it a norma dell'art. 70 Legge 22 aprile 1941 n. 633. Le immagini presenti non sono salvate in locale ma sono Copyright del sito che le ospita.
Tecnologia

Google non accetta le nuove regole UE su Android e Search: scatta il ricorso

Google ha deciso di contestare davanti alla giustizia europea due richieste della Commissione UE che interessano direttamente Android e Google Search. L'azienda ha presentato ricorso al Tribunale dell'Unione Europea contro le disposizioni che impongono di aprire maggiormente Android ai servizi AI concorrenti e di condividere parte dei dati del proprio motore di ricerca con altri servizi. Le richieste rientrano nel Digital Markets Act (DMA). A luglio Bruxelles aveva imposto a Google di garantire ai servizi AI alternativi un accesso alle funzionalità dei dispositivi Android tale da permettere loro di competere con Gemini senza partire da una posizione di svantaggio.

La Commissione ha chiesto inoltre che alcuni motori di ricerca di terze parti, compresi servizi basati su chatbot AI, possano accedere a determinati dati di Google Search. Secondo Bruxelles, queste informazioni possono aiutare i concorrenti a migliorare i propri servizi e a ridurre almeno in parte il divario accumulato rispetto a Google.

Google contesta entrambe le richieste. Secondo Oliver Bethell, responsabile per la concorrenza dell'azienda, le decisioni europee rischiano di "obbligare Google a condividere la cronologia delle ricerche degli utenti senza un'anonimizzazione sufficiente" e, sul fronte Android, di "indebolire alcune protezioni di sicurezza". Le scadenze fissate dalla Commissione sono gennaio 2027 per la condivisione dei dati di ricerca e luglio 2027 per le modifiche ad Android.

Alphabet è uno dei gatekeeper individuati dall'Unione Europea in base al DMA. Per queste aziende valgono obblighi più stringenti, compresa la necessità di consentire in alcuni casi una maggiore interoperabilità con i servizi di terze parti e di non favorire i propri prodotti rispetto a quelli concorrenti. Le sanzioni previste sono pesanti. In caso di violazione del Digital Markets Act si può arrivare fino al 10% del fatturato globale annuo, che può salire al 20% in caso di recidiva. Sono previste anche penalità periodiche fino al 5% del fatturato medio giornaliero.


Il miglior iPhone di sempre? Apple iPhone 17 Pro, compralo al miglior prezzo da Smarterstore.it a 1,035 euro.

CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE


Testi ed immagini Copyright Hdblog.it