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Tecnologia

Google Calendar e Outlook, in aumento gli attacchi phishing attraverso gli inviti

Un appuntamento comparso sul calendario senza che nessuno lo abbia richiesto, magari accompagnato da un promemoria per un pagamento o per il rinnovo di un servizio. Dietro potrebbe esserci un tentativo di phishing. Gli inviti di Google Calendar e Microsoft Outlook vengono utilizzati sempre più spesso dai criminali informatici per rubare account, approfittando di alcune caratteristiche dei servizi di calendario che rendono questi messaggi più difficili da intercettare.

Il fenomeno, conosciuto come Calendar Phishing o CalPhishing, esiste già da tempo, ma la sua diffusione è aumentata sensibilmente. Secondo i dati raccolti da Sublime Security, ad agosto gli attacchi individuati attraverso gli inviti di calendario sono cresciuti del 1.216% rispetto a luglio. Il confronto si basa sugli attacchi osservati dalla società.

Il problema nasce dal modo in cui vengono gestiti gli inviti. A seconda delle impostazioni, un evento può comparire automaticamente nel calendario del destinatario, anche senza essere stato accettato. I sistemi di sicurezza potrebbero individuare e bloccare l'email fraudolenta senza intervenire sull'appuntamento già presente nell'agenda. L'utente continuerà quindi a visualizzarlo, ricevendo eventualmente anche i relativi promemoria. Gli aggressori ne approfittano per inserire nelle descrizioni degli eventi collegamenti a siti contraffatti, richieste di pagamento o inviti a scaricare programmi.Una delle campagne più articolate è stata individuata da Material Security e ribattezzata Operation Cloudfire. Prende di mira soprattutto gli account Google aziendali attraverso inviti che rimandano inizialmente a infrastrutture legittime di Google. La vittima viene poi indirizzata verso una procedura di autenticazione controllata dagli aggressori, che utilizzano un proxy per intercettare la sessione anche in presenza della verifica a due fattori. Material Security ha dichiarato di aver fatto disattivare oltre 500 domini collegati alla campagna.

Anche gli account Microsoft sono interessati da attacchi simili. Fortra ha documentato una campagna che combina inviti fraudolenti e ConsentFix, una tecnica che sfrutta i meccanismi di autenticazione di Microsoft. Le vittime vengono attirate con falsi avvisi di rinnovo o richieste di firma elettronica e indotte a seguire procedure che possono consentire agli aggressori di impossessarsi delle loro sessioni di accesso.

Per limitare i rischi, Google Calendar permette di modificare le impostazioni che regolano l'aggiunta automatica degli appuntamenti, scegliendo di visualizzare soltanto quelli provenienti da mittenti conosciuti oppure quelli ai quali si è risposto tramite email. Su Outlook, invece, conviene controllare chi ha inviato l'appuntamento prima di aprire i collegamenti presenti nella descrizione. La presenza di un appuntamento nel calendario non garantisce che sia legittimo, così come un collegamento a una pagina di autenticazione apparentemente autentica non esclude un tentativo di phishing.


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