Ci sono ambiti nei quali l'intelligenza artificiale si integra in modo più naturale (o comunque meno impattante) e altri, invece, per la loro natura meno inclini ad accoglierla. Etsy è una piattaforma che ha costruito la propria identità sul concetto stesso di autenticità, di fatto a mano. Non è dunque difficile capire perché stia cercando di limitare l'uso delle immagini degli oggetti venduti create o modificate con l'AI.
ESTY NON VIETA L'AI, MA ESIGE LA MASSIMA TRASPARENZA
L'obiettivo è chiaro e messo nero su bianco:proteggere la fiducia degli acquirenti. Chi compra sul marketplace cerca perlopiù un oggetto di artigianato, per cui il tocco personale e magari anche un difetto possono rappresentare dei valori aggiunti, delle caratteristiche uniche. Esporli in vetrina con una foto generata da ChatGPT o da Gemini è per ovvi motivi in contraddizione con questo principio. Il team di Etsy non ha annunciato un ban dell'AI, ma l'introduzione di linee guida per i venditori pensate in modo che la tecnologia possa sostenere la creatività e il talento, senza sostituirli, partendo dal presupposto che la trasparenza nei confronti degli acquirenti è una priorità. Nel farlo, la piattaforma si assume la responsabilità di un intervento tardivo.
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