Negli ultimi anni si è sempre parlato del ritorno dell'uomo sulla Luna con un certo ottimismo, ma siamo sicuri di avere tutto ciò che serva? E non parliamo tanto del riuscire a garantire un nuovo allunaggio, in quel caso la tecnologia c'è già, ma a consentire una presenza stabile dell'uomo. Tornare sulla Luna non significa soltanto costruire razzi più potenti o lander capaci di trasportare astronauti, ma anche creare basi, spostare rover e utilizzare risorse locali.
Di progetti ce ne sono tantissimi in sviluppo, ed è un dato di fatto che bisogna rispondere a molte domande, magari meno spettacolari ma potenzialmente decisive. Per esempio, quanto peso può sopportare realmente il terreno lunare? Proprio qui entra in gioco il lavoro di Richard Spolzino, ingegnere aerospaziale del Langley Research Center della NASA.
Il suo team sta creando una sorta di mappa delle “data gap”, ovvero delle informazioni che ancora mancano per pianificare in modo affidabile le future attività sulla Luna e, più avanti, su Marte.
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