Uno smartphone Android inutilizzato può diventare il “cuore” di parecchi progetti fai da te per la casa, da uno smart display a un pannello di controllo sempre acceso. C’è tuttavia un problema: tenerlo attaccato alla corrente 24 ore su 24 non è però il massimo per la batteria, che nel tempo può degradarsi, gonfiarsi e nei casi peggiori essere anche un rischio per la sicurezza.
La soluzione migliore è banale, direbbe qualcuno: evitare di tenere costantemente alimentata la batteria. Un tempo era abbastanza semplice: alcuni vecchi smartphone con batteria rimovibile riuscivano a funzionare anche senza la batteria installata, semplicemente collegandoli direttamente alla corrente. Oggi la batteria rimovibile però, lo sappiamo bene, è una rarità, ma esistono delle funzioni pensate per ottenere un risultato simile. Si parla generalmente di bypass charging o di modalità che interrompono l’alimentazione della batteria e fanno arrivare l’energia del caricabatterie direttamente al dispositivo, e non è necessario che l’accumulatore sia rimovibile: alcuni smartphone moderni possono bypassarlo.
Samsung, ad esempio, offre su alcuni Galaxy la funzione “Sospendi ricarica USB PD”. Negli smartphone in cui è disponibile la si trova in Impostazioni - Funzioni avanzate - Game Booster e consente di sospendere la ricarica della batteria durante l’uso. Serve un caricabatterie USB Power Delivery compatibile da 25 watt e la batteria deve avere almeno il 20% di carica. Anche alcuni Google Pixel possiedono una funzione simile, sia pure un po’… da costruire. Sai Pixel 8 in poi basta impostare il limite di ricarica all’80%, che attiva il bypass una volta che la soglia viene raggiunta. Così l’energia smette di essere indirizzata alla batteria.
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