Oggi l’intelligenza artificiale generativa è praticamente ovunque: la utilizziamo per studiare, lavorare, scrivere, creare immagini e cercare informazioni, spesso senza nemmeno renderci conto di quanto sia entrata nella nostra quotidianità. Eppure, la tecnologia che oggi conosciamo attraverso ChatGPT, Gemini, Claude e altri LLM (modelli linguistici di grandi dimensioni) non è comparsa dal nulla. La sua storia comincia molto prima di Internet e, in un certo senso, molto prima ancora che esistesse il computer moderno.
Per questo, al fin di capire come siamo arrivati all’IA generativa di oggi bisogna quindi tornare indietro di (quasi) due secoli, seguendo una catena di intuizioni, fallimenti e cambi di paradigma, partendo dagli ingranaggi meccanici di Charles Babbage, alle reti neurali e ai Transformer.
BABBAGE E LA MACCHINA ANALITICA
Il primo grande passaggio risale all’Ottocento e ha come protagonista il matematico e inventore inglese Charles Babbage, che si trovò ad affrontare un problema molto concreto dell’epoca: i calcoli matematici complessi venivano spesso eseguiti manualmente da persone che venivano chiamate, letteralmente, “computer”. Quando però i calcoli diventavano lunghi e ripetitivi, la possibilità di commettere errori aumentava inevitabilmente.Miglior smartphone rapporto qualità prezzo fascia media? Motorola Edge 60 Pro, compralo al miglior prezzo da Amazon Marketplace a 350 euro.
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