Il gruppo Spaggiari Parma, titolare del registro elettronico maggiormente utilizzato dalla scuole italiane - ClasseViva - conferma un'intrusione nei propri sistemi, ma esclude che il sistema scolastico sia stato violato: nel mirino degli hacker è finita solo la piattaforma per la modulistica online. A poche settimane dal suono della prima campanella la vicenda ha, però, già acceso l'allarme tra scuole e famiglie.
Chi ha figli in età scolastica lo vede un po' come un incubo: il registro elettronico ClasseViva, con le sue notifiche, spesso non è foriero di buone notizie e quando invece esse sono buone, sono difficili da trovare. Ora arriva anche la paura che i dati personali degli alunni siano finiti nelle mani dei cybercriminali. La rivendicazione è comparsa sui canali social lo scorso 20 agosto: a firmarla è il gruppo cybercriminale noto come xplOitrs, che ha dichiarato di aver sottratto una quantità imponente di dati al colosso editoriale scolastico. Da lì è partita una girandola di indiscrezioni, alimentata anche dall'ipotesi di una richiesta di riscatto, che ha spinto l'azienda a intervenire con due note ufficiali per ridimensionare la portata dell'episodio.
Secondo la ricostruzione di Spaggiari, l'intrusione non è recente: risale al 30 giugno, quindi con oltre un mese e mezzo di anticipo rispetto alla rivendicazione pubblica, ed è stata gestita fin da subito seguendo i protocolli previsti dal GDPR. L'azienda ha notificato l'accaduto al Garante per la protezione dei dati personali, all'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale e alle autorità di polizia giudiziaria. Un fatto dovrebbe far stare tranquille le famiglie: se ci fosse stata una violazione relativa ai dati personali di ClasseViva, sarebbe anche arrivata una comunicazione ufficiale agli utenti coinvolti, come prevede la legge.
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