Berkshire Hathaway ha messo altri 330 milioni di dollari in Bending Spoons. A luglio ne aveva già investiti 600, quando la società milanese guidata da Luca Ferrari aveva fatto il suo debutto al Nasdaq. In totale fanno 930 milioni di dollari, con una partecipazione che sale al 4%. A Wall Street la notizia ha fatto correre il titolo, arrivato a guadagnare oltre il 50% durante la seduta. Per Bending Spoons significa anche aver superato i 30 miliardi di dollari di valore in Borsa.
Luca Ferrari ha parlato di Berkshire Hathaway come di una società che 'rappresenta da tempo una fonte di ispirazione per Bending Spoons'. Il CEO ha accolto con entusiasmo il nuovo investimento della holding americana, oggi guidata da Greg Abel dopo il ritiro di Warren Buffett. Un rapporto iniziato soltanto a luglio, quando Berkshire è entrata per la prima volta tra gli azionisti del gruppo italiano.
Negli anni Bending Spoons ha acquistato alcuni dei servizi digitali più conosciuti, da Evernote a WeTransfer, passando per Vimeo e AOL. Più di recente è toccato ad Airtable e Miro, due operazioni costate ciascuna oltre un miliardo di dollari. Cifre lontanissime dai 10.000 dollari spesi nel 2014 per la prima acquisizione. Da allora le aziende acquistate sono diventate più di 50. La società compra aziende che hanno già un prodotto e una base di utenti, ne rivede l'organizzazione e cerca di migliorarne la redditività. Una parte dei guadagni viene utilizzata per acquistare altre aziende, spesso nomi storici del settore tecnologico che hanno attraversato periodi difficili.
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