L’Unione europea si prepara a introdurre un limite alle importazioni di auto ibride, con un tetto iniziale di 350mila vetture all’anno e una possibile entrata in vigore già dal 1° dicembre 2026. La misura rientra nell’intesa commerciale tra Bruxelles e Pechino e punta a introdurre uno strumento di salvaguardia per il mercato europeo. I dettagli sono stati riportati da Bloomberg, sulla base di un documento relativo all’accordo politico annunciato nei giorni scorsi tra le due parti.Il limite di 350mila unità si applicherebbe al primo anno di validità della misura. A partire dal secondo anno, il contingente aumenterebbe del 6% ogni 12 mesi. La durata prevista è di quattro anni, durante i quali Unione europea e Cina si impegnerebbero a rispettare le regole dell’Organizzazione mondiale del commercio (Omc).
Il tetto riguarderà tutte le importazioni di auto ibride
Uno degli aspetti più rilevanti dell’intesa riguarda il campo di applicazione della misura. Secondo le informazioni diffuse da Bloomberg e riprese da ANSA, il limite non si applicherebbe esclusivamente alle vetture provenienti dalla Cina, ma alle importazioni di auto ibride da tutti i Paesi.La scelta sarebbe legata al principio di non discriminazione previsto dalle regole dell’Omc. Nell’ambito del sistema, la quota assegnata alla Cina non dovrebbe inoltre essere inferiore a quella riconosciuta agli altri Paesi esportatori. La misura si configura quindi come uno strumento di salvaguardia del mercato europeo in una fase caratterizzata dalla crescita della presenza dei costruttori cinesi e dalle tensioni commerciali tra Bruxelles e Pechino. L’obiettivo è contenere l’impatto dell’aumento delle importazioni senza arrivare a un’ulteriore escalation tariffaria.Il deficit commerciale
L’accordo si inserisce nel più ampio confronto sugli squilibri commerciali tra Unione europea e Cina. Secondo i dati riportati dalle fonti internazionali, il deficit commerciale europeo nei confronti di Pechino supera il miliardo di euro al giorno e ha raggiunto circa 360 miliardi di euro nel 2025. Il settore automobilistico rappresenta uno dei fronti più delicati di questo confronto. Negli ultimi anni, i costruttori cinesi hanno ampliato la propria presenza in Europa facendo leva su una gamma sempre più articolata di veicoli elettrici e ibridi, mentre i produttori europei devono confrontarsi con una concorrenza crescente sul fronte dei prezzi, della tecnologia e della velocità di sviluppo dei nuovi modelli.Il nuovo tetto alle importazioni si inserisce in questo scenario, ma i suoi effetti concreti dipenderanno dalle modalità di applicazione, dalla ripartizione delle quote e dalle eventuali strategie industriali dei costruttori interessati.Quattro anni e quote in aumento
Il meccanismo previsto dall’intesa non introdurrebbe quindi un blocco permanente delle importazioni, ma un limite quantitativo destinato a crescere progressivamente, ampliando i volumi sul mercato europeo. Resta da seguire l’evoluzione dell’iter necessario per rendere operativa la misura e verificarne i dettagli applicativi. La data del 1° dicembre 2026 è indicata dalle ricostruzioni come possibile avvio, ma bisognerà verificare il quadro definitivo di attuazione.Il TOP Android senza compromessi? Samsung Galaxy S25 Ultra, compralo al miglior prezzo da Mondoaffari.it a 714 euro.
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