• SABATO 29 GENNAIO 2022 - S. Costanzo patrono di PG

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Il mondo attuale, sorvegliato e connesso, fa sbottare persino la CIA

C'è un unico filo conduttore tra le sensazioni dei "big" dello spionaggio: un tempo era tutto più semplice. Secondo William Burns, la pervasività della tecnologia odierna rende il lavoro più complicato che in passato: il direttore della CIA punta il dito contro la tracciabilità degli smartphone (che frutta parecchi guadagni alle Big Tech), l'onnipresenza delle telecamere e tutte quelle tracce digitali che ognuno di noi lascia online anche con una semplice ricerca su Google. Tutti elementi che non remano certo a favore, ad esempio, della creazione e del mantenimento di una falsa identità in un Paese straniero. Un tempo - spiega Burns - un funzionario della CIA poteva varcare i confini con un bouquet di identità e viaggiare in sicurezza in città straniere con poche possibilità di essere scoperto. Adesso deve fare i conti con gli ostacoli digitali tipici del mondo attuale: videocamere di sorveglianza, scansioni biometriche alle frontiere, per non parlare di smartphone, smartwatch e automobili capaci di ricavare informazioni costanti sulla posizione. E poi ci sono le polveri digitali, le tracce del nostro passaggio su internet che lasciamo quasi tutti. Il Wall Street Journal, che dedicato un pezzo sui nuovi nemici digitali delle spie, ha riportato un passaggio di una dichiarazione che l'ex vicedirettore del dipartimento scienza e tecnologia della CIA, Dawn Meyerriecks, rilasciò nel 2018:


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